Tania e Francesca
tuffi d'argento
«Unite siamo forti»

Cagnotto e Dallapè, argento a Rio 2016
Cagnotto e Dallapè, argento a Rio 2016
08.08.2016

«Questa sera mi sono tolto un peso, d’ora in poi mi tufferò più leggera. Avevo un magone dentro e ora non c’è più, ma ne valeva la pena». Parola di Tania Cagnotto, la signora dei tuffi, che, assieme all’amica e compagna Francesca Dallapé è riuscita a coronare il sogno di una medaglia olimpica.

«Francesca sembra fragile - dice Tania - ma in gara è più calma di me. Per lei non ero assolutamente preoccupata, ero sicura che i suoi tuffi li avrebbe fatti bene. Io, invece, anche se posso sembrare tranquilla, sul trampolino soffro tanto e oggi, di nuovo, sul triplo e mezzo avanti, con tutta l’esperienza che ho, sono riuscita a prendere il contraccolpo. Ero troppo agitata. Non abbiamo ottenuto un gran punteggio, meno che agli europei di Londra quando vincemmo con 327.81 e questa è la dimostrazione che l’Olimpiade è una storia a sé. Capita che non sempre vince il più forte, ma in questo caso sì, le cinesi e poi noi».

Una coppia inscindibile: «Senza Tania non avrei mai raggiunto risultati così importanti - continua la Dallapé - Abbiamo iniziato nel 2009 e abbiamo trovato subito un grande feeling. Siamo cresciute, siamo diventate donne, atlete ed amiche». «Lei lavora tanto - continua la Dallapé - io sono molto severa con me stessa. E’ stato un cammino lungo con moltissime soddisfazioni e poche delusioni. Tania mi ha dato fiducia anche quando io credevo poco in me stessa. Col tempo io ho tramesso le mie emozioni e il mio entusiasmo, lei le sue grandissime qualità tecniche ed umane». Hanno capito subito che l’ultimo era stato un gran tuffo. «Sapevamo che il quinto salto doveva essere eseguito bene ed è andata bene», sorride Francesca. «Io già sott’acqua ho tirato un urlo che quasi mi strozzavo», continua Tania.

«Ogni volta che esco dall’acqua guardo Giuliana Aor, la mia allenatrice che non smetterò mai di ringraziare, e dai suoi gesti ho capito che era argento», spiega Francesca. «Sapevo che avevamo dieci punti di vantaggio, però questa volta ero troppo agitata e non riuscivo a fare bene i calcoli», confessa Tania.

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