Nibali corre
per l’oro, ma
occhio ad Aru

Vincenzo Nibali, uno dei favoriti per la medaglia d’oro
Vincenzo Nibali, uno dei favoriti per la medaglia d’oro (BATCH)
05.08.2016

Sarà una gara durissima, in uno scenario unico, l’Avenida Atlantica di Copacabana: la prova di ciclismo maschile su strada, domani, è uno dei primi appuntamenti da non perdere delle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Quasi certamente ci sarà ad assistere alla parte finale (nel pomeriggio brasiliano, sera in Italia) anche il premier Matteo Renzi, nella speranza di festeggiare l’oro di Vincenzo Nibali. O, perché no, quello di Fabio Aru che, con un guizzo, potrebbe sorprendere gli altri grandi favoriti, in particolare il britannico Chris Froome.

La squadra azzurra scelta dal commissario tecnico Davide Cassani è completata da Damiano Caruso, Alessandro De Marchi e Diego Rosa. «Abbiamo una buona squadra - ha spiegato il ct, parlando con i giornalisti nel Villaggio olimpico, a margine della cerimonia dell’alzabandiera dell’Italia -. Ognuno ha un ruolo ben definito: in questi giorni di preparazione ho notato un buon spirito e, anche per questo, sono sicuro che riusciremo a fare una grande gara. Per adesso non c’è una particolare emozione, solo grande concentrazione sulla gara».

La «punta» azzurra è ovviamente Nibali, che da poco ha deciso di lasciare l’Astana per correre per la nuova formazione della Bahrain-Merida. «La squadra sarà all’altezza», ha più volte detto il trionfatore del Tour 2015. «Ma - ha avvertito il ct - non si corre per un solo uomo, si corre per il risultato dell’Italia».

Sa bene Cassani che ci vorrà una grande prova da parte di tutti e cinque i ciclisti in gara sul percorso di Rio de Janeiro, oltre 256 chilometri.

«Ci sono - ha analizzato Cassani - molti chilometri di salita. Nessuna classica, tranne il “Lombardia“, ne prevede così tanti. E poi l’altra particolarità è che ogni squadra, al massimo, ha cinque corridori e questo potrebbe consentire lunghe fughe».

Una gara, insomma, che si presenta, piena di insidie e con tante squadre che possono ambire al successo finale. «Ovviamente - ha risposto il ct Cassani - c’è la Gran Bretagna con Froome. E poi la Spagna con Valverde ma non solo, l’Olanda, la Francia e la Colombia. Del resto - ha concluso Cassani - anche nel ciclismo le Olimpiadi sono diventate un appuntamento importantissimo».

L’Italia, però, ci crede e vuole tornare a festeggiare l’oro a 12 anni di distanza dall’impresa di Paolo Bettini ad Atene 2004. Ma non sarà facile, gli avversari sono agguerriti, il percorso duro e in queste gare dove ci si gioca tutto basta nulla perché i sogni diventino delusioni.