Il sogno di Federica
«Voglio la medaglia
e una foto con Bolt»

Federica Pellegrini con Giovanni Malagò
Federica Pellegrini con Giovanni Malagò (BATCH)
05.08.2016

RIO DE JANEIRO

È stata la prima fra gli atleti a dare il benvenuto nel Villaggio Olimpico al premier Matteo Renzi, gli ha presentato anche la giovanissima compagna di nazionale Sara Franceschi, la più piccola della spedizione azzurra con i suoi 17 anni, e dopo la cerimonia dell’alzabandiera si è concessa una passeggiata mano nella mano col suo fidanzato, Filippo Magnini.

Per Federica Pellegrini sono giorni di attesa, prima la cerimonia d’apertura dei Giochi di Rio de Janeiro dove terrà fra le mani il tricolore italiano durante la sfilata nel giorno del suo 28° compleanno, poi le gare, dove darà sfogo alla sua voglia di rivincita dopo la delusione di 4 anni fa, a caccia della sua terza medaglia olimpica dopo l’argento di Atene e l’oro di Pechino, sempre nei suoi amati 200 sl.

«L’atmosfera nel villaggio non è così male», racconta la fuoriclasse veneta, «Ho incontrato la Ledecky e la Franklin, ci siamo salutate. Ho lavorato molto per essere qui e mi sento in forma, speriamo di fare il massimo, anche come squadra», ha aggiunto Federica, rivelando che disputerà anche le batterie della 4X100 sl.

Prima di tuffarsi in vasca per conquistare il podio, però, c’è un’elegante sfilata a cui partecipare. La Pellegrini sarà la quinta donna nella storia italiana a fare da alfiere, la prima nuotatrice dopo la ginnasta Miranda Cicognani (Helsinki ’52), le schermidrici Giovanni Trillini (Atlanta ’96) e Valentina Vezzali (Londra 2012) e la stella del salto in alto Sara Simeoni (Los Angeles ’84).

E oltre a un’altra fantastica medaglia, per SuperFede la speranza è anche quella di fare una foto con Usain Bolt, oppure Rafa Nadal.

«Qui ci sono tutti i grandi campioni», dice, «le occasioni non mancheranno».

Parole pronunciate subito dopo la tradizionale cerimonia dell’alzabandiera al villaggio olimpico.

A fare un «in bocca al lupo» agli azzurri anche il premier Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie e da uno dei figli. Niente giacca e cravatta, ma tuta per il presidente del Consiglio, che ha salutato il presidente del Coni Giovanni Malagò e la portabandiera azzurra Federica Pellegrini. «Felicissimo di essere qui», ha detto Renzi, «ma per una volta basta con le polemiche e tutti ad essere orgogliosi del tricolore. C’è un momento in cui le polemiche possono interrompersi e fermarsi e quel momento sono le Olimpiadi. Vedere non solo la bellezza di Casa Italia, ma il Cristo Redentore con i colori del tricolore mi ha emozionato», ha detto. La speranza, di Renzi e non solo, adesso, è che da qui al 21 agosto gli azzurri sappiano regalare altre emozioni, rigorosamente a cinque cerchi. Occhi puntati sulla Pellegrini, ma non solo.