Portiere in gol
Anche Verona
ha il suo Brignoli

Abderrahim Afyf
Abderrahim Afyf
Antonio Dal Molin14.12.2017

Quasi ad emulare Alberto Brignoli, il portiere del Benevento che ha regalato il pareggio a tempo scaduto alla sua squadra contro il Milan, anche Abderrahim Afyf, compie l’impresa: con un colpo di testa ha consegnato all’Albaronco un insperato pareggio e a se stesso una giornata memorabile.

Siamo nei minuti di recupero, la sua squadra sta perdendo contro il Povegliano (campionato di Promozione) e usufruisce di un calcio d’angolo. «Chiedo alla panchina quanto manca e mi dicono che è finita», racconta l’estremo difensore, «allora d’istinto decido di portarmi nell’area avversaria. Vedo che nessuno mi marca e quando parte il cross del mio compagno Enrico Cavazza, decido di attaccare il primo palo».

In tribuna il fatto non passa inosservato; il pubblico si aspetta che crei scompiglio a favore dei compagni ed invece con una perfetta girata di testa, mette la palla in rete, scatenando il tripudio tra gli spettatori locali e lo sconforto per i ragazzi del Povegliano che già pregustavano la gioia di una vittoria sulla carta insperata.

 

Alto 187 centimetri, Abderrahim Afyf compirà 26 anni il 16 dicembre ed entra di diritto nella ristretta cerchia dei portieri che hanno realizzato un gol nella porta avversaria. Il suo gol da vero attaccante nasconde un segreto: «Ho iniziato a giocare a calcio nelle giovanili del Legnago, proprio come attaccante esterno. Poi è capitato che in una gara ho sostituito il portiere infortunato. Feci una grande partita parando anche un rigore. Da allora ho deciso di giocare in porta».

Giovanissimi e primo anno di Allievi a Legnago, poi alla Sambonifacese dove si allena con la Prima squadra e stacca un gettone di presenza in serie D a sedici anni. Il Cerea lo chiama in Eccellenza, dove disputa metà stagione tra i pali allenato da Emanuele Tobaldini, che lo porta con sé al Gazzolo in Promozione.

Quindi due stagioni all’Isola Rizza e la chiamata del Caldiero, su suggerimento di Fabio Brutti che lo aveva allenato a Legnago: «È stata una delle mie più belle stagioni, abbiamo sfiorato la promozione in Eccellenza, che feci l’anno successivo ad Oppeano con mister Boron».

Ma è all’Albaronco che Abderrahim Afyf raccoglie le migliori soddisfazioni, tanto da essere considerato uno dei migliori portieri nel calcio dilettantistico veronese: «Abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, perdendo una sola gara. In estate ho ricevuto delle offerte da parte di altre società ma ho preferito rimanere qui, perché mi sento come in famiglia ed abbiamo un progetto importante che speriamo di realizzare con mister Emanuele Pennacchioni».

 

Come tutti i portieri anche Afyf si ispira a qualcuno, e la risposta non tarda ad arrivare. «Sono juventino da sempre e Gigi Buffon non può che essere il mio mito. Di lui ammiro soprattutto la grande determinazione nel voler vincere sempre». Nella vita privata, Abderrahim Afyf gestisce con il fratello maggiore, la Cooperativa Montaggi Servizi; parla e scrive un italiano perfetto: «Arrivai dal Marocco che ero molto piccolo. Qui ho fatto tutte le scuole d’obbligo ed ho conseguito un diploma alla scuole professionali».

Cosa si prova a segnare un gol da portiere? «Ho provato una gioia immensa, sia in campo, per il pareggio ottenuto dalla mia squadra, sia poi in famiglia, dove mi sono giunte numerose telefonate da parte anche di miei ex compagni che si congratulavano con me».

C’è una dedica speciale? «Dedico questo gol a mio fratello Alami (classe 1996, 17 reti in 23 presenze l’anno scorso nell’Isola Rizza), fermo per tutta la stagione a causa di un'operazione al crociato destro».