Ludovica, applausi
mondiali, la pole
dance è d’argento

Ludovica Nicolis nella gara con Jessica Bassan
Ludovica Nicolis nella gara con Jessica Bassan
Nicolò Vincenzi 06.12.2018

Ferma al palo, ma solo per girare il mondo. Ferma si fa per dire perché di certo Ludovica Nicolis non ci sa stare. La trentenne veronese, infatti, ha da poco portato a casa dagli Stati Uniti la medaglia d’argento ai Mondiali di pole dance, la danza con il palo. A Fort Lauderdale, poco distante da Miami, Ludovica, insieme all’altra azzurra Jessica Bassan, per soli cinque punti non ha portato a casa una storica vittoria ai mondiali.

 

«Puntavamo al podio», confessa, «ci siamo allenate tantissimo anche due o tre sessioni a settimana per almeno quattro ore a volta». Un punteggio che però può essere più che soddisfacente, visto che a Miami si sono confrontate le più forti atlete della terra. «La gara», racconta la vice campionessa del mondo, «nel complesso è andata bene, però abbiamo fatto degli errori che non avevamo mai commesso durante le prove». Complice forse un po’ l’emozione le due atlete italiane non sono riuscite a strappare il risultato pieno. Poco male perché il loro trend è sicuramente positivo. Ai mondiali dell’anno scorso, infatti, avevano conquistato il gradino più basso del podio, mentre agli ultimi campionati italiani sono riuscite a sbaragliare la concorrenza. È stata proprio quest’ultima vittoria a garantire a Ludovica e Jessica il biglietto per gli Stati Uniti.

 

La manifestazione, che nella pole dance cade annualmente, è durata tre intensi giorni. Al venerdì si sono svolte le prove: giornata importante perché tutti gli sportivi possono provare i pali e lo spazio sul palco. Al sabato, poi, si sono tenute le semifinali. Qui passano il turno solo le prime dieci. Il giorno della verità è stata la domenica: «In quei momenti c’è sempre agitazione. Ogni volta che sono dietro al palco e aspetto di salire in pedana mi chiedo chi me lo stia facendo fare. Poi una volta sopra tutto passa», dice ripensando a quei momenti concitati e carichi di aspettative. A portare a casa l’intera posta sono state le padrone di casa statunitensi, mentre a chiudere il podio è stata una coppia ceca.

 

«Ho gareggiato per tanti anni nella categoria individual, da poco più di un anno ho deciso di fare un cambio di rotta e provare il double». È stata Jessica Bassan, padovana, a convincerla a buttarsi in questa nuova avventura che, però, come dice lei: «Ci ha portato a vincere diverse medaglie». La trentenne si è avvicinata alla pole dance sette anni fa, ma la sua è una storia che parte da più lontano.

 

«Io facevo già la scuola di circo a Verona, il che significa che praticavo spesso contorsionismo e sono sempre stata abituata a discipline acrobatiche». Da lì la svolta: «Guardavo alcuni colleghi mentre facevano palo cinese, che è diverso rispetto alla pole dance, però da allora ho iniziato ad interessarmi e a cercare una scuola dove potermi allenare». Oggi, dopo diverse vittorie e tanta esperienza, è proprio lei ad averne aperta una: la Pole Dance Virtude Verona. Il mondo della pole dance è sempre più vivace. Qualcosa, anche se non si tratta (per ora) di una disciplina riconosciuta dal Coni, sta cambiando: «È un movimento che sembra crescere anno dopo anno anche grazie alla televisione. In certi programmi», spiega Ludovica, «si vede sempre di più il ballo, le evoluzioni sul palo e questo aiuta».

 

A conferma di ciò anche il fatto che le bambine iscritte alla scuola della Nicolis stanno aumentando di numero. Archiviati mondiali e campionato italiano per le due atlete azzurre a breve inizieranno i preparativi per i prossimi World sport game. L’areo da prendere questa volta porterà in Spagna dove a luglio si svolgerà la manifestazione che raggruppa tutte le discipline ad oggi escluse dalle Olimpiadi.

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