Londra come Verona. Qui mi sento a casa mia...

Lo spirito olimpico ha conquistato Londra
Lo spirito olimpico ha conquistato Londra
07.08.2012

In testa e negli occhi ho una sola cosa: la felicità contagiosa di Londra. Voglio parlare di questo, solo di questo. L'Olimpiade con le sue facce, con i suoi colori, con i suoi campioni ci regala ogni giorno un'emozione infinita. E soprattutto adesso che sono arrivata qui in Inghilterra mi sono resa conto di cosa sia davvero per tutti questa Olimpiade. Londra? È quasi come essere a Verona. Cercate di capirmi. Mi sento a casa. La gente ti aiuta. Appena apro una cartina della città spuntano come funghi per indicarmi la via. C'è un entusiasmo contagioso da parte di tutti. Viviamo in una grande città un evento ancora più grande che ha permesso di ricreare il clima del villaggio. Tutti uniti, tutti insieme. Quasi non mi sono nemmeno accorta di avere attraversato a piedi Londra. Penso di avere disputato anch'io, quasi senza volerlo una mezza maratona. E poi è arrivato il momento di entrare dentro allo stadio. È stato qualcosa di unico, fantastico. Il colpo d'occhio stupendo. Le tribune gremite. Chi ha organizzato questi Giochi ha pensato allo spettacolo, ma anche alla gente e ai tifosi dello sport. Ho vissuto quasi da bordo pista le gare dell'atletica. Mi sembrava di essere tornata io in gioco. Non ci sono barriere. Non servono. Una volta si era creato un muro tra chi stava dentro e chi invece era fuori a tifare. A Londra non è così. Finalmente. I campioni restano a portata di mano. Vicinissimi. Si può festeggiare con loro. E così tutto diventa più bello, ancora più vero e coinvolgente. Quando non esiste più un confine, tutto torna a mescolarsi. E questa Olimpiade ha riconsegnato i campioni alla gente. Non pensiate sia cosa da poco. Vale molto. E chi ha permesso che la gente…tornasse in pista ha dimostrato senz'altro di disporre di grande sensibilità. Questo è il vero spirito olimpico. Quello che piace a me. E poi voglio spendere due parole per Gloria Hooper. Bravissima atleta. Ha disputato un'ottima gara. L'abbiamo seguita con grande interesse. Siamo felici per lei. Sono queste le storie belle che deve raccontare l'Olimpiade. E io la voglio vivere così. Questa è l'Olimpiade che ho sempre avuto in testa. Stare a bordo pista, insieme a loro. Una gara, gli applausi, una cerimonia. Poi ancora un'altra gara. Ti accendi e non ti spegni mai. Tutto si sussegue con grandissima velocità. E tu resti quasi stordito da quello che ti accade attorno. È la danza dei giochi. Una musica stupenda che ti estranea dal mondo e ti tiene incollato alla pista. È la grande Olimpiade della gente riconsegnata alla gente.

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