Il Chievo reagisce
«Chiederemo i danni
alla Procura»

Il Presidente del Chievo Luca Campedelli
Il Presidente del Chievo Luca Campedelli
17.07.2018

"Mi aspettavo una richiesta pesante da parte dalla Procura della Figc perché di solito quando si ha torto si fanno sempre richieste pesanti per suggestionare i tribunali. Più la richiesta è pesante e più è debole la proposta di deferimento". Così Marco De Luca, legale del Chievo, commenta i 15 punti di penalizzazione chiesti dalla procura Figc (per lo scorso campionato) nei confronti del club gialloblù per le presunte plusvalenze fittizie nel processo davanti al Tribunale federale nazionale. Se accolta, la richiesta comporterebbe la retrocessione del Chievo in serie B.

"E' un deferimento fragilissimo che contiene errori marchiani anche nei numeri. Sono abbastanza fiducioso che gli errori commessi in sede procedurale vengano sanzionati anche duramente", ha sottolineato il legale, sostenendo che "la procura si è rifiutata per due volte di ascoltare il presidente Campedelli e quindi l'improcedibilità sta nei fatti. E' un deferimento completamente infondato e non possiamo non essere fiduciosi".

 

IL COMUNICATO DELLA SOCIETA': CHIEDEREMO I DANNI

«Il ChievoVerona comunica di avere oggi discusso la propria difesa presso il Tribunale Federale nell’ambito del dibattimento relativo al deferimento per Presunte Plusvalenze fittizie.

Il ChievoVerona ha ribadito di avere sempre agito nel rispetto della legalità e delle norme federali ed ha respinto ogni accusa.

Fra le argomentazioni portate dal ChievoVerona si segnala la produzione di un Parere (qui il pdf integrale) dei professori Angelo Provasoli e Pietro Mazzola dove viene rilevato - fra gli altri - un errore effettuato dai Consulenti della Procura Federale di euro 29,2 milioni su un totale di circa euro 32 milioni in uno dei calcoli relativi alla presunta sovrastima

Il ChievoVerona comunica che procederà in ogni sede competente per il riconoscimento degli ingenti danni derivanti da questa grossolana ed errata valutazione da Parte della Procura Federale che ha ingiustamente screditato la reputazione della Società»

 

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