Rivoluzione D’Amico Nuova faccia Hellas

Tony D’Amico, qui con Maurizio Setti, prima stagione da direttore sportivo dell’HellasLuca Toni di testa castiga il Milan al Bentegodi
Tony D’Amico, qui con Maurizio Setti, prima stagione da direttore sportivo dell’HellasLuca Toni di testa castiga il Milan al Bentegodi
25.08.2018

Rivoluzione silenziosa. Ma pur sempre rivoluzione. Tony D’Amico ha cambiato faccia al Verona. Lo ha fatto viaggiando a lungo tra le ombre. Spesso dietro le quinte. Una voce fuori campo. «Preferisco far parlare i fatti. Conferenze? Il campo parla per me, per noi, per tutti». Così Tony prima di finire davanti alle telecamere a certificare la nuova investitura da direttore sportivo dell’Hellas di Setti. D'Amico ha raccolto il testimone di Filippo Fusco. Il Verona lo aveva già respirato. L’incarico, e l’opportunità, affidatogli da Setti è di quelli prestigiosi e importanti. Per il presente, per il futuro, per la carriera. Il 12 luglio è stata data significativa per il nuovo diesse del Verona. La faccia sotto i riflettori per la prima volta. Nel giorno in cui il club di via Belgio presentava la sua nuova faccia. Emozionato il Direttore. La prima uscita ufficiale di Tony D'Amico è arrivata di fianco a Fabio Grosso, il tecnico che ha scelto per il nuovo corso del Verona. Poche parole, per introdurre l’allenatore e presentarsi dopo l’investitura del club che gli ha assegnato il ruolo di direttore sportivo. Parole di ieri che serviranno come cartina di tornasole per la stagione dell’Hellas. «La scelta del mister è stata condivisa in pieno da me e dal presidente», i pensieri dell’uomo mercato gialloblù. «Fabio rispecchia moralmente e professionalmente le caratteristiche che noi cercavamo, un allenatore che ha la sua idea di calcio e la sua metodologia, e con il tempo le mostrerà a tutti. Ma quello che soprattutto ci ha convinto è stata la sua voglia e determinazione di essere l’allenatore del Verona, ha un entusiasmo incredibile». Lo conosceva da tempo D'Amico, giocavano insieme nel Chieti - per tre stagioni - rimanendo poi sempre in contatto anche negli anni successivi, fino ad oggi. «Guardate che gli ho insegnato tutto io come calciatore», ha scherzato quel giorno il diesse scaligero. «Questa volontà e determinazione è una prerogativa che vogliamo vedere in tutti i giocatori nella composizione della squadra, chi verrà da noi e vestirà questa maglia dovrà farlo senza se e senza ma, nessuna indecisione, solo voglia di impegnarsi e giocare per l'Hellas». Un inciso dello stesso Grosso risulta utile per capire chi è D'Amico. «Negli anni ci siamo sempre confrontati, anche su situazioni di calcio nei rispettivi percorsi: nel finale di stagione mi è arrivata questa telefonata da parte sua, nel rispetto di tutti sono rimasto comunque concentrato su quello che stavo facendo visto che quando sono impegnato in qualcosa cerco di dare tutto fino alla fine. Poi la scelta». E quindi c’è la mano anche di D’Amico nella scelta di Grosso di sposare il progetto Hellas. Rilancio e rinascita. Non ci dovranno essere tempi morti o lunghe attese. Grosso al Verona, D'Amico a correre sul mercato. Tantissimi movimenti. Tantissime telefonate. Quasi tutti gli obiettivi centrati. Verona, che grazie anche al direttore, parte “sulla carta“ tra le potenziali favorite del campionato. C’era bisogno di muovere le acque e soffiare via nubi destinate a portare solo grandine. Il primo passo di D’Amico è stato quello di consegnare credibilità al progetto di rilancio del Verona. E l’unica strada da seguire era quella del mercato di rilievo e di prospettiva. Di Carmine va considerato forse il “colpo“ dell'estate per D'Amico. Ma sono tanti gli inserimenti di rilievo che hanno permesso all’Hellas di acquisire una identità forte. O almeno, questa è la speranza. Intanto, D'Amico pare avere superato il suo primo esame da ds dell’Hellas. Si è mosso molto, ha mosso molte pedine, ha consegnato a Grosso tanta qualità e tante alternative in ogni zona del campo. Portando a Verona nomi di rilievo del panorama calcistico nazionale. Non solo cadetto. Sarà un’Hellas extralusso. Bé, questo lo potrà dire solo il campionato che parte. I conti, si sa, si fanno alla fine. E anche per D'Amico sarà la stagione dei tanti esami da superare. La Verona che tifa chiede molto. E chiede subito il ritorno in serie A. Il ds prova a regalare certezze. Per i sogni, al momento, arrivederci a maggio. •