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L'Hellas ha preso
a schiaffi anche
la buona sorte

Maurizio Setti
Maurizio Setti
Luca Mantovani06.11.2017

Ci sono partite che possono cambiare il corso di una stagione. Soprattutto quando la fortuna decide di stringere un’alleanza con te. Non si può e non si deve fare torto alla buona sorte. Com’è successo a Cagliari. Una partita molto delicata per i padroni di casa che devono riprendere la corsa dopo il cambio del mister e aver raccolto due sconfitte in tre gare, negli ultimi otto giorni. I gialloblù vanno in vantaggio su una disattenzione colossale dei locali, possono sfruttare la mazzata psicologica che subiscono Pavoletti e compagni dopo l’errore dal dischetto di Cigarini, hanno campo aperto per ripartire in contropiede.

E, invece, non fanno nulla. Nulla di nulla. Una squadra bloccata, senza idee, che si fa assediare in area di rigore per ottanta minuti, senza alzare il baricentro, senza lottare. Oltretutto contro una squadra come il Cagliari che, pur con un organico molto interessante, viene schiacciata dalla pressione di dover fare risultato a tutti i costi. Poteva essere la partita che faceva invertire la rotta a Pazzini e compagni, com’è successo al Crotone che sabato pomeriggio ha strappato tre punti d’oro in casa del Bologna. Non è andata così, l’Hellas s’è perso nella nebbia dei suoi incubi ricorrenti, nelle paure che bloccano le gambe, nella pochezza tecnica di questo o quel giocatore che fanno fatica a giocare in A se non cambiano atteggiamento. Chissà che cosa succederà in questi quindici giorni di sosta. La società ha confermato mister Pecchia ma se non si cambia il tecnico qualcosa va cambiato nella testa di questi giocatori. 

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