Sport Dalla A alla D, incubo a occhi aperti per il calcio veroneseSport | Sport

Dalla A alla D,
incubo a occhi aperti
per il calcio veronese

La panchina della Virtus (Fotoexpress)
La panchina della Virtus (Fotoexpress)
Riccardo Verzè06.11.2018

Per la Virtus Verona è arrivata l'ennesima sconfitta: la Vis Pesaro è passata 2-0 al Gavagnin-Nocini e il presidente-allenatore Gigi Fresco ha sbottato: «Così non ci si salva».

Alla prima avventura «vera» fra i professionisti la formazione rossoblù è penultima e la fragilità difensiva desta più di un timore. 

 

Ma è tutto il calcio veronese dalla A alla D a segnare un inizio di campionato che va dal preoccupante al disastroso. A quest'ultima categoria appartiene decisamente il Chievo: partito con una penalizzazione di tre punti, ne ha conquistati appena due in undici gare, rimanendo ancora ultimissimo e sotto zero. L'ultima sconfitta, contro il Sassuolo, è la terza consecutiva (con 9 gol subiti) targata Gian Piero Ventura, chiamato a sostituire Lorenzo D'Anna. I tifosi hanno cominciato a contestare, e lo stesso ex allenatore della Nazionale ha fatto capire che a questo punto occorre pensare anche in ottica di «valorizzazione della rosa», come a dire che la retrocessione sarà piuttosto difficile da evitare. Ponendo fine a una permanenza in serie A che dura ininterrotta da dieci anni.

 

Sta meglio ma non sta benissimo il Verona: partito con i favori del pronostico in Serie B, e dopo essere stato protagonista di un discreto inizio di campionato, ha perso 3 delle ultime 5 gare (venerdì scorso pari con la Cremonese), è scivolato al terzo posto e sono cominciati a piovere fischi su Grosso, con una parte della tifoseria che ha già fatto partire i paragoni con Pecchia. 

 

Detto delle difficoltà della Virtus in C, anche in Serie D (girone B) è un autunno tutt'altro che memorabile per il calcio veronese: dopo l'ultimo turno, nel quale hanno raccolto un punto in tre, Villafranca e Ambrosiana sono in zona play-out, rispettivamente con 6 e 5 punti, mentre il Legnago è penultimo con soli tre pareggi e nessuna vittoria in otto gare.

 

Con l'invidiabile record di tre squadre del capoluogo nelle tre serie del calcio professionistico, e altrettante formazioni della provincia nel gradino più alto dei dilettanti, Verona sognava una stagione calcistica memorabile. Finora il sogno ha però tutti i tratti dell'incubo.