Milan-Chievo 3-1
Tris rossonero
Pellissier non basta

Milan-Chievo 3-1
Milan-Chievo 3-1
07.10.2018

Al via Milan-Chievo al Meazza

LA PARTITA - Secondo tempo

47' gol annullato di Çalhanoglu

38' Stepinski in area ma il lancio è troppo lungo: lo prende Donnarumma

32' Chievo entra Jaroszynski ed esce Leris

31' Milan, esce Bonaventura ed entra Cutrone

28' nuova occasione per il Milan con Suso

24' cartellino giallo per Higuain

24' esce Rigoni, entra Kiyine.

22' Esce Pellissier, entra Pucciarelli

18' Pellissier riduce lo svantaggio con un grandissimo gol: 3-1

11' Gol di Bonaventura su passaggio di Suso: 3-0

5' Milan ci riprova con Abate, ma Sorrentino in tuffo mette in angolo

4' scambio Suso-Kessiè, anticipato da Bani

3' passaggio in area per De Paoli, ma la palla sfila

2' Bel tiro di Stepinski, ma Musacchio interviene e devia in corner

 

Primo tempo

43' ci riprova Birsa con una girata pericolosissima, fuori di poco

40' Birsa tenta un passaggio per Pellissier ma sbaglia e Donnarumma mette al sicuro

34' Raddoppio rossonero: ancora Higuain 2-0

27 Errore della difesa gialloblù: Higuain va a segno su passaggio di Suso 1-0

25' Terza occasione per il Milan, Suso per Bonaventura che non riesce a centrare la porta

18' ancora Sorrentino a salvare il risultato sempre su un tiro di Bonaventura

15' fallo su Pellissier di Musacchio: calcio di punizione per il Chievo

14' insidioso tiro di Suso finisce fuori alla destra di Sorrentino

6' bella azione del Chievo che si fa avanti con Birsa, interviene Musacchio e poi Abate

4' Bonaventura in girata, ma Sorrentino c'è

3' nuovo angolo per il Milan, inizio difficile per il Chievo

2' Calcia Çalhanoglu ma Bani interviene

1' Milan si aggiudica subito un calcio d'angolo

 

Le formazioni ufficiali

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma, Abate, Musacchio, Zapata, R. Rodríguez; Kessié, Biglia, Bonaventura; Suso, Higuaín, Çalhanoglu. A disposizione: Reina, A. Donnarumma, Calabria, Laxalt, Simić, Bakayoko, Bertolacci, Mauri, Borini, Castillejo, Halilović, Cutrone. Allenatore: Gattuso.

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Depaoli, Bani, Rossettini, Barba; Rigoni, Radovanović, Leris; Birsa; Pellissier, Stepinski. A disposizione: Seculin, Šemper, Cesar, Jaroszynski, Tanasijević, Burruchaga, Kiyine, Grubac, Meggiorini, Hetemaj, Pucciarelli, Vignato. Allenatore: D'Anna.

 

 

di Francesco Arioli

L’abusata allegoria di Davide e Golia non rende l’idea. Tutto stavolta è amplificato, le distanze apparentemente irriducibili, l’obiettivo distante. Lo raccontano l’indiscusso divario tra la corazzata Milan e il piccolo Chievo. Lo rivela in parte la distanza in classifica. Lo aggravano le assenze in casa gialloblù, seminate un po’ in tutti i settori del campo. E lo appesantiscono le pressioni da ultima spiaggia - per quanto si giochi solo l’ottavo turno - che si addensano sul gruppo e, in particolare, sulla testa di Lorenzo D’Anna, condottiero mai così precario, che oggi a San Siro insegue un risultato che odora di impresa titanica. Persino le statistiche, con quel tabù lungo diciassette anni, stavolta finiscono in secondo piano.

 

ATTESE E PRONOSTICI. Tutto tira contro, ogni appiglio pare ritirarsi tra le pareti a picco della Scala del calcio, cui la squadra della Diga pare essere particolarmente allergica, come dimostrano gli unici due pareggi messi assieme nei sedici precedenti. A meno che oggi pomeriggio, all’ennesimo tentativo, proprio quando tutti gli elementi spirano in direzione opposta, il pallone non produca il prodigio. Ribaltando attese e pronostici. Se lo augura veramente D’Anna, senza peraltro nascondersi la durissima realtà: «Gli infortuni? Non possiamo farci niente», alza le spalle da Veronello. «Dobbiamo guardare avanti, guardare al Milan e affrontarlo con quelli che ci sono. Abbiamo rivisto la partita col Toro e ragionato sul da farsi», l’aggiunta. «E se mancano alcuni elementi fondamentali vorrà dire che si apre lo spazio per chi ha giocato meno. Abbiamo cambiato, abbiamo provato due, tre situazioni, Decideremo alla fine».

 

RESPONSABILITÀ. Inutile negarsi il disagio di chi guida un gruppo in grave crisi di risultati. D’Anna però tiene il busto dritto: «Sono esattamente ventiquattro anni che lavoro per questo club, chiaro che questa non è una situazione facile da gestire», spiega. «Ma non ho corazze. Sono questo e sono sempre stato me stesso in questo lavoro. Lo ero quando ci siamo salvati a giugno e lo sono ancora adesso che le cose non vanno bene. Non ho paura a prendermi le mie responsabilità, chi decide deve rischiare qualcosa e io i rischi me li sono presi, me li sto prendendo e me li prenderò. Normale che mi senta responsabile. Ma la cosa non mi fa paura. Lotto fino all’ultimo secondo della mia vita. Siamo ancora vivi», specifica con un filo di fastidio, «anche se sui giornali sono due settimane che ci date per morti. Invece siamo vivi e noi dobbiamo aggrapparci a quello. Crederci perché è la cosa giusta da fare in questo momento».

 

LE FALLE. Peccato che bisognerà farlo senza Cacciatore, Tomovic, Obi, Giaccherini, Djordjevic. Interpreti chiave in ruoli chiave, le cui assenze saranno solo parzialmente rimediata dal rientro di Bani. D’Anna, more solito, non si piange addosso: «A San Siro ci giocheremo una partita importante, anzi fondamentale. Ed è una partita in cui ci deve essere una reazione. Al di là del fatto che anche col Torino la gara era stata fatta bene per 80 minuti. Chissà come sarebbe finita se avesse fatto gol Leris...». Ma, ribadisce ancora il tecnico, «serve una reazione forte, guai a farci prendere dallo sconforto. Anzi, usiamo l’occasione che ci viene data per far punti». Il seguito è un altro inno alla speranza: «Abbiamo tanti margini di crescita. Margini di personalità, di corsa, di qualità, di tecnica... Magari il primo margine di crescita è il mio: nel leggere le partite, nello scegliere gli uomini giusti. Tutti dobbiamo crescere, tutti abbiamo margini».

 

NULLA È IMPOSSIBILE. Alla faccia di un Milan «che si è sempre proposto nella stessa forma, con quel 4-3-3. È squadra di grande qualità. Squadra che ama il fraseggio, ama il palleggio e ha interpreti di altissima qualità. Tra l’altro viene da un buon momento, una vittoria in campionato, una vittoria in coppa... Sicuramente avrà le sue motivazioni ed è normale, di contro ci siamo anche noi. Al di là dei numeri e delle statistiche. Ci siamo anche noi e nulla è impossibile, era stato detto qui ai miei tempi. E io lo ripeto anche stavolta. L’importante è crederci, tutti però». Insomma, al di là di chi sarà costretto a guardarla in tv, «dobbiamo andare con chi ci crede, indipendentemente dal modulo. Il modulo non fa la partita e non fa vincere le partite. È quello che daranno i ragazzi, quello che darò io, quello che daranno tutti che ci farà fare risultato». •