Il Chievo ricorrerà
contro la sentenza
«Noi corretti»

Luca Campedelli
Luca Campedelli
13.09.2018

«Siamo stupiti e contrariati dall’esito della sentenza. Siamo fermamente convinti, oggi più che mai, che la società abbia sempre agito con correttezza e trasparenza, e che le indagini della procura non siano state fatte correttamente», ha commentato il club, per bocca del legale difensore, Marco De Luca.

 

I tre punti di penalizzazione comminati al club del Chievo dal Tribunale federale nazionale, che ha emesso il suo verdetto in merito alla vicenda delle plusvalenze fittizie, e tre mesi di inibizione  per il presidente Luca Campedelli sono stati definiti una sentenza «leggera» ma che comunque non soddisfa il club calcistico.

 

«Riteniamo che il Chievo non meriti questa ridotta penalizzazione, frutto peraltro, con tutta evidenza, della consapevolezza, da parte del Tribunale, della debolezza della tesi accusatoria» continua De Luca. «Ricorreremo quindi in appello, fiduciosi che la giustizia sportiva saprà alla fine riconoscere le nostre ragioni. Riteniamo il deferimento nei confronti del Chievo nullo perché l’unico soggetto legittimato a firmare il relativo atto sarebbe stato il procuratore Giuseppe Pecoraro che invece non lo ha fatto, né ha dedotto alcun impedimento come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva».

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