Calzedonia De Pandis, vento del Salento «Calzedonia sfida le grandi»Calzedonia | Calzedonia

De Pandis, vento del Salento «Calzedonia sfida le grandi»

Luca Bazzoni, Daniele De Pandis, Ludovico Giuliani e Angiolino Frigoni FOTOEXPRESS
Luca Bazzoni, Daniele De Pandis, Ludovico Giuliani e Angiolino Frigoni FOTOEXPRESS
Simone Antolini 05.09.2018

Il vento del Salento. Sale alto e porta via pensieri. Ambiziosi quanto basta per far sorridere Daniele De Pandis, nuovo libero della Blu Volley Verona. Arriva da Trento, classe ’84, Verona già nel cuore. Missione possibile: «Far sudare le grandi». De Pandis, a Verona ritrova Grbic dopo la stagione a Cuneo. Cosa le ha lasciato, a livello personale? «Sono molto contento di ritrovarlo come allenatore. Ho avuto la fortuna di giocare con lui nella sua ultima stagione in Italia e devo dire che mi ha aiutato tanto a crescere, soprattutto a livello caratteriale. Era il mio primo anno in un gruppo importante, pieno di campioni. Lui, insieme all’allora capitano Wijsmans, è stato uno dei pochi ad insistere su di me, a darmi parecchi consigli, per farmi crescere. Anche “bastonandomi“, in alcuni momenti». Arriva in una squadra nettamente migliorata in tutti i fondamentali. Il lavoro della dirigenza è stato certosino. Dovesse fare un’analisi da esterno, come descriverebbe questo gruppo? «È una squadra sicuramente molto competitiva. Quest’anno il livello del campionato si è alzato moltissimo. Sarà molto dura vincere fuori casa, perché tutte le squadre si sono rinforzate. Quello che dovremo fare noi sarà far sudare soprattutto le più forti in casa nostra e cercare di vincere tutti gli scontri diretti casalinghi, anche grazie all’aiuto del pubblico. Ho visto Boyer nella National League e mi ha fatto un’ottima impressione. E poi aspettiamo anche il rientro di Jaeschke». Chi ha fatto il colpaccio di mercato? «Ne ho tre: Leon è il colpacco di Perugia, poi Simon a Civitanova e Boyer qui da noi a Verona». C’è qualche giocatore qui a Verona che è curioso di vedere in azione? «Voglio vedere il nuovo iraniano, Sharifi. Ed essere a contatto con Jaeschke tutti i giorni, quando tornerà dall’infortunio». Inizia il Mondiale. Il suo podio? «Direi Brasile, Francia, Russia ed Italia. Il Brasile perché ha vinto l’ultima Olimpiade, credo siano favoriti. E sono forti. L ‘Italia perché gioca in casa ed avrà una marcia in più con il pubblico, anche se potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Dopo l’ultimo mondiale giocato qui ed in cui siamo arrivati forse ventesimi, bisogna fare bene per forza. La Francia è un’ottima squadra, e negli ultimi anni lo sta dimostrando. Stavo dimenticando la Russia, che ha vinto l’ultima National League» L’uomo copertina di questa Nazionale è…? «Senza dubbio Ivan Zaytsev. È lui la guida». Torniamo a Verona. Ha avuto modo di visitare la città? C’è qualcosa l’ha colpita in modo particolare? «L’anno scorso sono uscito molte più volte a Verona che a Trento, è una città fantastica. Una cosa che posso raccontare è che ogni volta che arrivo in centro vado a mangiare i tortelli fatti a mano a “la bottega della Gina“ Lei è figlio del Salento. Porta con se la musica della sua terra? «Certo, amo i Negramaro, l’altra sera sono passato fuori dall’arena e li ho sentiti cantare. Ma ce ne sono tantissimi. Come non nominare i Boomdabash, Alessanda Amoroso, Emma. Il libro che consiglio? “Non aver paura“». •