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Chievo, chi dopo Inglese? Alla ricerca del gol perduto

Simone Antolini 14.08.2018

Il Chievo parte da meno dodici. Sono le reti garantite la scorsa stagione da Roberto Inglese. Bomber principe gialloblù, passato da poco al Napoli. Bobbygol è esploso nelle sue due ultime stagioni veronesi, garantendo gol, punti, certezze e guadagnando il grande salto. Via lui, è arrivato Filip Djordjevic, unica novità di rilievo sul fronte offensivo. Lorenzo D’Anna cerca la formula alchemica destinata a portare solidità, equilibrio e gol. Lorenzo ha scelto il 4-3-3. Una punta “vera“ a fare da centro boa, due esterni d’attacco a tagliare, inserirsi, inventare. ZERO RETI. Il primo dato che offre il calcio d’estate sul fronte attaccanti non è esaltante. Zero reti su azione da parte degli uomini del gol del Chievo sommando alle amichevoli con avversari di livello la prima uscita di Coppa Italia contro il Pescara. Il parco attaccanti di D’Anna oggi conta cinque elementi: Stepinski, Djordjevic, Meggiorini, Pucciarelli e Pellissier. Proprio Stepinski, venti presenze e cinque reti la scorsa stagione, parte in pole position rispetto agli altri compagni di reparto. Di fatto, nel 4-3-3 di D’Anna (una sorta di 4-3-2-1 fantasioso), è lui il riferimento di modulo. Il tecnico chiede predisposizione al gioco di sponda, attacco della profondità, capacità di riempire l’area e di trovare feeling naturale con chi converge dalle vie esterne (oggi i più accreditati sono Birsa e Giaccherini). Djordjevic deve ritrovare il tempo perduto. Ai margini della Lazio la scorsa stagione (zero presenze). Chiamato a ritrovare se stesso, il dialogo col gol ma anche nuova armonia con i meccanismi di gioco di D’Anna. Il tempo dirà. RINCORSA. Pure Riccardo Meggiorini corre per ritrovarsi. Infortuni maledetti gli hanno tolto smalto, esplosività, minuti nelle gambe. Con una stagione, la scorsa, da dimenticare in fretta. Poche presenze e nessuna rete. Manuel Pucciarelli ha raccolto, invece, diciannove presenze e due reti. Lampi di qualità. Troppo poco, però, per incidere in maniera pesante sulla storia del Chievo. Pure lui chiamato a dare, all’occorrenza, di più. Molto di più. E poi c’è Sergio Pellissier. Diciannove gettoni presenza ed una rete. La concorrenza di reparto lo vede partire dietro gli altri. Dovrebbe essere il suo ultimo anno al Chievo. Forse quello dell’addio. Vuole un finale dignitoso, toccare magari quota 500 presenze e salutare come merita la sua storia. ROMANZO. Intrecci che diventeranno romanzo della nuova stagione ma che oggi devono fare i conti con i freddi numeri. L’esercizio, di per sé puramente statistico, dice che i cinque attuali attaccanti del Chievo hanno totalizzato tutti insieme la scorsa stagione solo otto reti. Davvero poca cosa. L’estate non ha regalato squilli di tromba. Il Chievo ha battuto la Virtus con le reti di Kiyine e Radovanovic. Ha spento il Cittadella con un calcio piazzato di Giaccherini. Rimanendo poi all’asciutto contro Napoli (0-2) ed Hoffenheim (0-5). La vittoria di Coppa Italia ha portato la firma ancora di un “non attaccante“: Nicola Rigoni. Il quintetto resta a quota zero. E per quanto parziale possa essere considerato questo dato, deve aiutare a riflettere sulla necessità di trovare un innesco più efficace di chi è chiamato a risolvere il problema del gol. ALTERNATIVE. Aggiunta doverosa: il calcio di D’Anna non è monocorde. Ma lavora molto sugli inserimenti di regista e mezzali. Poggiando anche sul lavoro raffinato dei due esterni d’attacco. Tuttavia, la passata stagione Inglese ha dato peso specifico alle giocate da palla inattiva, alla lotta d’area, al gioco aereo, garantendo una presenza solida negli ultimi sedici metri. D’Anna ha già dimostrato di poter cambiare modulo in corsa. E quindi, è ipotizzabile poter vedere in campo un Chievo con due punte di ruolo. La partita contro la Juve, paradossalmente, non sarà test attendibile per il resto della stagione. Il valore dell’avversario viaggia sopra la media dell’attuale serie A. Ma la impegnativa corsa salvezza passa per forza di cose dalla necessità di trovare i nuovi uomini della Provvidenza. Inglese e Castro sono perdite pesanti. Giak e Birsa possono accendere questo Chievo. Non da soli, però. Cercasi nuovo Inglese. Disperatamente. •