Fiorello smonta gli stereotipi «Amo gli eroi del quotidiano»

Beppe  Fiorello alla presentazione dei palinsesti autunnali della Rai
Beppe Fiorello alla presentazione dei palinsesti autunnali della Rai
13.08.2018

«Ecco, io sul set sono così: sempre foglio in mano. La sceneggiatura è la mia bombola d’ossigeno». Si guarda in una foto di scena Beppe Fiorello. Giacca e cravatta, operai intorno, «è la prima delle due storie in cui mi vedrete quest’inverno», racconta. «Tutte storie vere, italiane. Una del Nord e una del Sud». Su Rai1 è attesa nella prossima stagione “Il mondo sulle spalle“, diretta da Nicola Campiotti, prodotta da Picomedia con Rai Fiction e ispirata alla storia vera di Enzo Muscia. «Al centro, il tema del lavoro», dice l’attore. «È la storia di un piccolo imprenditore italiano che non ci sta alla barbarie delle imprese chiuse dall’oggi al domani». Così Muscia, oggi Cavaliere al merito della Repubblica italiana, per poter lavorare diventa il padrone dell’azienda che lo ha licenziato (insieme ad altre 300 persone), mettendo in gioco tutto quello che ha. Per sé e per gli altri, nonostante la malattia del figlio e i mille “no“ delle banche. La seconda storia (più volte rimandata e ancora senza data di messa in onda) è “Tutto il mondo è paese“, fiction diretta da Giulio Manfredonia per Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, ispirata al modello di accoglienza e integrazione della cittadina di Riace e al suo sindaco Domenico Lucano, che il Fortune ha messo al 40° posto tra le persone più influenti al mondo. Lucano è tornato proprio in questi giorni al centro delle cronache per la protesta contro la mancata erogazione dei fondi per il progetto Sprar per i migranti, a seguito delle ispezioni amministrative avviate nei mesi scorsi dal Viminale. «La fiction», sottolinea l’attore, «è il racconto di una Calabria come non si è mai vista. Scardiniamo lo stereotipo più arcaico di una Calabria omertosa, ’ndranghetista, per una storia visionaria, di una terra che ha visto oltre il futuro. Mi piace andare a scovare questi personaggi che nessuno conosce, ma che sono eroi del quotidiano. Li cerco perché questa è un’Italia migliore». Suo fratello, Fiorello lo showman, tante volte lo ha preso bonariamente in giro per il suo essere salutista, per scegliere sempre ruoli positivi e per finire spesso ucciso. «Non sono bacchettone, sfatiamo questo mito. Quindi occhio che posso essere pericoloso anche io». •