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Pacek, i grandi
classici rivivono
sotto traccia

La compositrice e pianista Antonija Pacek al Teatro Santissima Trinità FOTO BRENZONI
La compositrice e pianista Antonija Pacek al Teatro Santissima Trinità FOTO BRENZONI
 
Giulio Brusati 16.04.2018

Se la buona riuscita di un concerto si vede anche dalle copie dei dischi vendute alla fine, allora le persone al teatro Santissima Trinità, in coda per acquistare i cd, parlano a favore di Antonija Pacek. La pianista di origini croate, residente a Vienna, ha tenuto ieri sera a Verona il penultimo recital del suo primo tour italiano in assoluto. Raggruppati per temi e ispirazione, i brani composti e suonati solo al pianoforte sono risultati fluidi, con una forte connotazione melodica, tanto da risultare cantabili al primo ascolto. Su tutti, “Ecstasy”, il brano con la ritmica più accentuata. Non a caso, ne è stata pubblicata anche una versione remix, “pompata” da un dj come Roberto Bedross che aveva già messo le mani su un brano di Ludovico Einaudi, trasformandolo in un meraviglioso pezzo dance. Il nome del compositore torinese è il primo che viene in mente ascoltando la Pacek, ma l’artista croata – che di professione è psicologa, laureata a Cambridge – ha influenze diverse che non si limitano all’autore di “Divenire”.

 

In “Restless”, «senza riposo, instancabile», brano emblematico della sua produzione, tratto dal disco d’esordio, “Soul colours”, si nota perfino una cantabilità da canzone napoletana tradizionale – è solo una suggestione che non traspare nel titolo, ma rende esplicito il vasto campo da cui Antonija trae ispirazione. I grandi compositori classici sono lì, sotto traccia, ma è forse la musica pop ad avvicinarsi di più. “Loving you”, a parte dividere il titolo con un classico di Elvis Presley – ma non c’è alcuna relazione – è un altro brano dedicato al marito («Il primo e unico amore della mia vita», ha rivelato lei) e prende vita in una frase romantica, contrapposta a un'altra parte che sembra presa di peso da una pop song. Non è raro che durante la sua esibizione vengano alla mente parole da incollare su frasi: le sequenze di note ispirano l’ascoltatore, suggestionato anche dal titolo. Come in “Reaching sky”, dove sgorgano naturali le parole del testo. La strofa fluttua tra echi di Carole King, Neil Young ed Elton John: sarebbe una notevole ballata pop. Ancora più convincenti i brani inediti, che andranno a far parte del prossimo album, il terzo dopo “Life stories” del 2017. Come antipasto del suo nuovo lavoro, Antonija propone “Before the storm” e “The sea”, con il secondo che centra l’obiettivo: a distanza di un paio d’ore resta in mente la successione degli accordi, simile al movimento ciclico delle onde. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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