Roberto Bolle e il legame
fra movimento e musica

30.07.2018

L'enorme successo di Roberto Bolle all'Arena fa sì che già si conosca la data del 16 luglio dello spettacolo dell'anno prossimo, per consentire le prenotazioni, tanta è la domanda del pubblico. L'occasione è di riflettere sull'incanto della danza e del mistero del rapporto fra movimento e musica. Per motivarlo, almeno in parte, vorrei riferirmi ad una immagine. A quella abusata della Creazione di Adamo di Michelangelo della Cappella Sistina, con il Creatore ed Adamo con gli indici protesi delle mani quasi a toccarsi, un attimo prima di entrare in contatto. La danza rende tutta la bellezza del corpo umano, ma per noi in questo caso è utile notare l'estensione e la tensione fra le due dita che stanno per congiungersi, suggerisce un movimento che pare scandire il battito musicale, rendere visibile il filo d'oro della melodia, il suo prendere fiato, il respirare della musica. Così la danza rende possibile seguire lo svolgersi delle frasi. La magia dei "respiri", piccoli silenzi che scandiscono l'inizio della melodia, la sua conclusione, la sua articolazione interna. Ma di cosa parla la musica? Caratteristica della musica d'arte è di essere "narrativa", in cui ciò che viene prima suggerisce ciò che verrà dopo, ha un inizio, una fine, dei punti culminanti. Quel momento sospeso prima dell'incontro fra le dita ci fa cogliere la sospensione del suono prima della prima nota d'una frase, o al contrario, il silenzio per respirare dopo la conclusione d'una melodia. Il danzatore traduce la musica in un sistema di segni che conferisce una forma all'intero universo della nostra esperienza.

di Elena Biggi Parodi