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L’allusione, segreto di arte
e musica contemporanea

29.08.2018

Il grande segreto dell’arte e della musica contemporanea è l’allusione. Come nella cucina stellata nelle nuove invenzioni dei cuochi persiste la conoscenza di piatti classici, di accostamenti tradizionali che vengono ripensati. La nostra cultura complessa gioca con la nostra capacità mnemonica di riconoscere e collegare. Nel Novecento è stato scoperto come la mente porta a compimento il completamento d’una forma appena accennata. I principi che governano questi meccanismi sono illustrati nella psicologia della Gestalt. Per chi ama questo percorso difficile, pieno di concetti e sterminato di riferimenti è uscito un grande libro. “Il viandante musicale”, edito da Adelphi, che raccoglie una serie di articoli sulla musica d’arte dell’Ottocento e Novecento di un musicologo scomparso ormai da qualche anno, ma ben presente ancora nella cultura musicale per la sua capacità “far parlare la musica contemporanea”. Mario Bortolotto, come è scritto nella presentazione, per la musica è stato “qualcosa di paragonabile forse soltanto a quello che seppe fare Roberto Longhi con la pittura italiana.” Sempre ironico, spesso beffardo, alla sua visione attenta ai valori musicali e alla denuncia delle banalità non sfugge nessuno. Neppure i grandi pianisti, come Cortot che, secondo il musicologo aveva “ritenuto di affibbiare i titoli ai ventiquattro Preludi , che di più esteriori e banali difficilmente se n’erano fino allora escogitati”. La sua sterminata cultura collega la musica alla cultura del suo tempo e Dio sa se ce n’è bisogno nella nostra Italia.

Elena Biggi Parodi