Giovanni Bietti
e l’analisi del
linguaggio musicale

09.07.2018

La curiosità salverà il mondo. Questo è uno dei molti spunti originali, stimolanti che si trovano nel libro “Lo spartito del mondo”, l’ultima riflessione sulla musica, e sull’uomo, di Giovanni Bietti, che il grande pubblico conosce per le sue lezioni di musica su Radio 3. Il compositore, pianista, musicologo non si ferma a comprendere le strutture di note e pause, ma va in cerca dell’individuo che sta al centro di ogni linguaggio musicale, e dimostra come in musica sia sempre avvenuto l’incontro fra culture diverse. Come gli uomini abbiano sempre dialogato attraverso i suoni. Pur consapevole del rapporto complicato che la musica e l’arte hanno intrattenuto con il potere, Bietti condivide una convinzione che fu espressa precedentemente da Milan Kundera. Mentre la Storia procede per logiche in cui si perde spesso il contributo del singolo, tutti i gesti artistici realizzano più che l’asservimento agli interessi economici e politici, la storia degli scambi personali fra gli uomini, la loro curiosità di comprendere e condividere. Come il punto di partenza illuminante di una delle prime raccolta musicali a stampa di un grande musicista come Orlando di Lasso. Fu pubblicata a Monaco di Baviera nel 1573, con sei mottetti latini, sei lieder tedeschi, sei chanson francesi, sei madrigali italiani a quattro voci e quattro dialoghi a otto voci nelle quattro lingue. La vita vera pulsa esilarante e imprevista in questi miscugli linguistici e musicali, nelle traccie audio, suonate e commentate da lui stesso, che offrono ai lettori l’occasione di sperimentare le sue riflessioni.