Foto d’epoca, quadri e tele
svelano la Versilia di Puccini

10.09.2018

«In povertà mia lieta, scialo da gran signore... rime ed inni d'amore. Per sogni e per chimere... e per castelli in aria! L'anima milionaria ho» canta Rodolfo, presentandosi a Mimì in “La Bohéme”. E «Per sogni e per chimere» Giacomo Puccini e le arti visive, si intitola il catalogo della mostra in corso a Lucca, alla Fondazione Ragghianti che si concluderà il 23 settembre. Raccontare da quali chimere attinse e quali atmosfere suscitò il musicista versiliese fra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento è l’obiettivo di questa variegata esposizione. Sono in mostra un centinaio di opere pittoriche ispirate da Puccini e dai personaggi dei suoi melodrammi, ma anche le opere degli artisti da lui amati e collezionati, dai pittori che si raccoglievano intorno a lui a Torre del Lago ai più celebri come Plinio Nomellini, poi fotografie d’epoca, manifesti, fino a svelare la sua personale passione per il disegno e la caricatura. Dipinti che sono la testimonianza di quanto il compositore subì il fascino e assieme ispirò la Milano mondana e modaiola della Scapigliatura, i movimenti pittorici e letterari del suo tempo, le tendenze sociali: belle èpoque e decadentismo, simbolismo e espressionismo, esotismo e nazionalismo, il recupero del passato e il modernismo, il Liberty, il surrealismo e il verismo. L’esposizione, curata dalla scenografa Margherita Palli, rende percepibile il clima estetico, cangiante e contraddittorio di quel periodo storico, ma anche tutta l’anima dei luoghi cari della Versilia di cui spesso i villeggianti percepiscono la singolarità.

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