Dal medioevo al
Barocco, la musica
antica a Milano

25.06.2018

L’interesse per la musica antica è cambiato. Prima della fine del secondo millennio l’interesse filologico ha eclissato le interpretazioni storiche di musicisti di razza, come Karayan, in cui prevaleva la visione che di essa ci avevano tramandato le passate generazioni. I musicisti-musicologi provarono a ricostruire il suono, a riportare alla luce gli accorgimenti esecutivi dell’interpretazione orginale, della fraseologia, dell’accentazione, confezionando un suono ‘nuovo’ anche timbricamente, rispetto alle sonorità del repertorio ottocentesco. Oggi, rigenerato il materiale originario, pare rinascere quel culto per la “musica arithmetica”, il gusto per il riutilizzo di musiche precedentemente composte. Un procedimento assai diffuso che portava onore al copiante e al copiato. Da non perdere a Milano il lungo il Festival internazionale di musica antica dell’Associazione Culturale La Cappella Musicale, (34 appuntamenti in 9 diverse sedi dal 3 giugno al 23 agosto). Alcuni dei più noti interpreti della musica che va dal medioevo al Barocco propongono le originali fragranze musicali sottoponendole anche alla freschezza fascinosa del ripensamento personale. Un atteggiamento molto simile al concetto di “perfectio materiae”, quello per cui gli alchimisti procedevano negli esperimenti di trasmutazione delle sostanze. Ton Koopman, il musicista olandese che da oltre trent’anni ha fatto di Verona una sua residenza, venerdì 29 giugno, suona in duo con la moglie e organista Tini Mathot i preziosi organi Mascioni ai due lati della Basilica di Santa Maria della Passione.

Elena Biggi Parodi