Cecilia Gasdia, l'harmonium
e l'urgenza di fare musica

07.05.2018

Per celebrare i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini Fondazione Arena esegue sabato 19 al Teatro Filarmonico la Petite Messe Solennelle, capolavoro della vecchiaia del musicista di Pesaro. L’organico originale della composizione, orchestrata successivamente dal compositore nel 1867, prevede solisti, coro, 2 pianoforti e harmonium. In questa esecuzione, eccezionalmente, ascolteremo all’harmonium il soprano, ora sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, indimenticabile interprete del Viaggio a Reims del medesimo compositore. L’occasione fa tornare a mente Socrate che si esercitava sul flauto per imparare una melodia, prima di assumere il veleno mortale della cicuta. «A cosa ti serve?», gli domandarono. E il filosofo: «A sapere quest'aria prima di morire!». Fare, o ascoltare musica, è un’urgenza che la scelta di Cecilia Gasdia esprime meglio di qualsiasi dichiarazione. Un’urgenza di pensiero e di emozioni, di comunicazione profonda della vita emotiva avvertita dallo stesso Rossini, che definì la composizione «l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia». La musica per chi la ama, infatti, si intreccia sempre con la vita, come in questa composizione. Nel 1861 era mancato il musicista Louis Niedermeyer suo amico fin dal 1819. La “Petite messe solennelle” incorpora nel ‘Christe eleison’ la sezione ‘Et incarnatus’, tratto di sana pianta dalla messa composta da questi. Niedermeyer era morto il il 14 Marzo 1861. Nello stesso giorno, tre anni dopo, Rossini fece coincidere la prima della “Petite messe“.

Elena Biggi Parodi