Ero deluso, volevo mollare Mi ha salvato il maestro Muti

Il baritono palermitano Nicola Alaimo
Il baritono palermitano Nicola Alaimo
30.08.2018

Nicola Alaimo è una voce emergente su cui il maestro Riccardo Muti ha personalmente scommesso e costruito progetti ambiziosi per il futuro. La Fondazione Arena se lo è accaparrato per farlo debuttare nel ruolo di don Bartolo nelle ultime due recite di Il Barbiere di Siviglia. Un personaggio che il cantante palermitano definisce «di una sorprendente personalità», senza sottacere «l’ansia di doverlo cantare davanti a migliaia di spettatori. Ma l’adrenalina e l’emozione mi aiuteranno sicuramente». Avrebbe preferito un debutto più al chiuso? Magari del Filarmonico? No! Ho sempre sognato di cantare in Arena! Uno di quei sogni chiusi nel cassetto che finalmente si sono realizzati!” I suoi ruoli: meglio buffi o drammatici? Mi piace fare teatro nella sua totalità! Adoro far ridere e sorridere, magari trovando una morale dentro ad ogni personaggio che interpreto, là dove possa evidenziarlo, cercando sempre di capirne la psicologia: una delle tappe fondamentali durante la fase dello studio! Non dimentichiamo che siamo anche attori. Io preferisco recitare, cantando… ma direi che i ruoli brillanti sono la mia vera forza e passione. Se le avessero offerto il ruolo più intrigante di Figaro? È un ruolo che ho già cantato in altre piazze italiane. Per questo posso dire che Don Bartolo sia, a mio modesto avviso, molto più intrigante e anche vocalmente molto più difficile di Figaro. La sua incisione “veronese” di arie rossiniane che titoli comprende? Il cd si chiama “Largo al Factotum” proprio per la particolarità del progetto (uscirà ad ottobre edito da Bongiovanni di Bologna), grazie alla mia versatilità di cui spesso si parla. Vi troverete dentro arie tratte dallo stesso Barbiere -perfino quella della “Calunnia” rigorosamente in re maggiore- ma cantate da tre personaggi diversi. Oppure altre da La Cenerentola. Insomma un lavoro ambizioso, andato a buon fine, grazie al supporto di tanti colleghi straordinari! Il tutto registrato live dal concerto a Fano del febbraio 2018, con stampa della matrice effettuata da Audio Classica di Verona: un lavoro stupendo, laddove qualità e professionalità si sono incontrati in un unico afflato. La sua parentela con il grande Simone Alaimo ha influito nel suo avvio alla lirica? Beh, dal mio maestro ho potuto solo imparare. Penso che in 21 anni di carriera, nessuno possa aver dubbi in merito. Zio Simone è una luce che continua a guidarmi e lo sarà sempre. Oltretutto è stato, quasi 40 anni fa, il mio padrino di battesimo! Un destino segnato. Quando ha capito che poteva sfondare nel canto? Io ho sempre voluto cantare. Ho cominciato a 17 anni, convinto che fosse la mia strada. Ma dopo tanta dura gavetta stavo per mollare. Poi, nel 2003, quando il maestro Riccardo Muti mi ascoltò in una prova di “il Trovatore” a Ravenna (ero nel doppio cast, ma senza recite) esclamò sottovoce: “ma se costui è doppio del secondo cast senza recite, quello del primo chi è: Bastianini?”. Da allora è partita la mia carriera internazionale.