Le «Notti d’Oriente» stregano il pubblico

Una scena di «Notti d’Oriente» di Alberto Bronzato
Una scena di «Notti d’Oriente» di Alberto Bronzato (BATCH)
14.01.2018

Silvia Allegri Bazar, spezie, la lampada magica, e l’amore tra un principe presunto e una vera principessa che alla fine vince su tutto: la storia di Aladdin ha tutti gli ingredienti per trascinare in un mondo incantato che ormai da decenni continua a sedurre il pubblico. Se poi a mettere in scena questa storia intramontabile sono giovani artisti preparati e affiatati i risultati sono garantiti. Si è riconfermato un successo Notti d’Oriente, lo spettacolo di Granbadò, laboratorio di teatro e musical con la regia di Alberto Bronzato, andato in scena in un doppio appuntamento al teatro Camploy dopo il debutto della scorsa estate. La storia vede protagonisti il giovane ladruncolo Aladdin e la sensuale Jasmine, figlia del sultano. «Voglio vedere il mondo, sentire il profumo delle spezie, ma mio padre si occupa più delle leggi che dei miei desideri»: con queste parole la principessa esterna il suo desiderio di libertà, e proprio allora il suo destino si incrocia a quello di Aladdin che si ritrova per le mani la lampada magica, coinvolto suo malgrado nei piani del perfido Visir Jafar. E così iniziano le avventure dei due giovani, tra viaggi a bordo del tappeto volante, colpi di scena, incontri e scontri. In un palco dominato dai colori pastello delle scenografie e dei bellissimi costumi di Antonia Munaretti è un continuo cambio di scena dove i 25 artisti alternano le parti recitate alle canzoni e alla danza, con le coreografie di Cinzia Agostini che costituiscono un viaggio nel viaggio, passando dalla danza del ventre al tip tap, dalle danze con le sciabole a pezzi acrobatici. Conquistano il pubblico l’eccentrico Genio, magico e umano al tempo stesso, che entra in scena come un cabarettista sulle note dei Guns N’Roses o in camicia hawaiana a bordo di un monopattino, e Iago, il galoppino di Jafar, ironico e buffo proprio come il personaggio disneyano. E il pubblico si è già espresso a chiare lettere: Notti d’Oriente va replicato. «Abbiamo per le mani un gruppo affiatatissimo», commenta Bronzato. «Questo è il risultato di un lavoro portato avanti con uno studio costante e impegnativo. Ogni nostro allievo ha una capacità triplice: recitare, cantare e ballare. E questo è il massimo per un artista». Mentre la massima soddisfazione, per gli insegnati, è di accompagnare i ragazzi nella loro crescita. •