«Nutrimentum»,
la maternità per
Legnaghi e Beltrame

Piera Legnaghi nel video «Nutrimentum»
Piera Legnaghi nel video «Nutrimentum»
Michela Pezzani13.06.2018

Quando l'occhio della telecamera che sa tradurre anche il silenzio incontra il soggetto portavoce di una storia da raccontare anche senza parole, si crea un linguaggio espressivo speciale che emoziona il pubblico. È accaduto alla libreria Libre alla proiezione debutto del video d'arte «Nutrimentum» concepito a quattro mani dalla scultrice e designer Piera Legnaghi con il giornalista, critico cinematografico e filmaker Giancarlo Beltrame, già docente di Semiologia del cinema all'ateneo di Verona. Una goccia d'acqua che cade morbida come suono rassicurante fuori campo di un puro "bianco e nero" molto luminoso, e il vagito di una neonata nuda in braccio ad una Legnaghi che ricorda il biancore delle opere di Canova, hanno rappresentato una icona vivente non solo della maternità in chiave esplicito ma del senso materno universale proprio anche di chi può riconoscersi in questa simbologia senza avere mai partorito.

 

Il corto della durata di sei minuti è girato in digitale con una Canon 5 Mark II Full Frame e la doppia firma degli autori contraddistingue l'emozionante lavoro in quanto rappresentazione sia della sensibilità femminile (l'interprete) che di quella maschile (regista alla macchina) col risultato di un racconto che non ha niente a che fare con l'occhio indiscreto che indaga il corpo alla ricerca della formula dell'eterna giovinezza, ma è poesia dell'immagine e dell'anima alla riscoperta della forma carnale e spirituale innocente della "madonna", oltretutto non più ragazza, la quale culla del mistero della vita e dell'eterna rinascita insita in lei quale dono, naturale o soprannaturale che sia.