Chiara sceglie il Ristori
per registrare l’orchestra

Chiara Galiazzo ieri al teatro Ristori per le registrazioni della parte orchestrale FOTO BRENZONI
Chiara Galiazzo ieri al teatro Ristori per le registrazioni della parte orchestrale FOTO BRENZONI
Giulio Brusati 16.11.2018

«Io sono veneta, anche se da un po’ vivo a Milano; l’orchestra che ho scelto insieme al mio produttore è veneta, è di Padova come lo sono io: dove avrei potuto registrare gli archi se non in un teatro della mia regione, con un’acustica eccellente come il Ristori? E poi a Verona, una città che mi ha sempre apprezzato, ci vengo volentieri. Dove potrei trovare di più?». Parole di Chiara Galiazzo, la cantante pop originaria di Padova, classe ’86, che ieri è passata in città per ascoltare le registrazioni delle parti di orchestra del suo prossimo disco.

 

«Con il mio produttore Francesco Catitti abbiamo scelto la Gaga Symphony Orchestra (ensemble dance pop sinfonico, diretto da Simone Tonin, ndr) perché è giovane e duttile. Del mio futuro album non posso dire molto per non rovinare la sorpresa: conterrà per la maggior parte brani scritti da me insieme ad altri autori e… Dai, basta così, sennò svelo troppo». Chiara arriva da un 2018 di grandi cambiamenti, a partire dal management, e il disco che sarà pubblicato presumibilmente nel 2019 («In realtà non idea di quando uscirà», dice lei) avrà un sound diverso e mostrerà un altro lato del suo talento vocale e autorale. Il suo album precedente risale al 2017, “Nessun posto è casa mia”, ed era uscito in contemporanea con la sua apparizione al Festival di Sanremo.

 

Nel novembre dello scorso anno l’artista veneta è apparsa nella raccolta “Duets Tutti cantano Cristina”: lei e la D’Avena hanno eseguito “Sailor Moon”, sigla dell’omonimo cartone animato giapponese. C’è dunque attesa per un lavoro composto da brani inediti che potrebbe riportare la Galiazzo sul palco dell’Ariston. Sul quello del Ristori, a registrare gli archi, è il produttore “Katoo” Catitti: «Conosco da tempo questo teatro di Verona perché sono venuto a registrarci con la Gaga Symphony, in cui suona la mia fidanzata», spiega il producer, di recente al lavoro con Michele Bravi. «Quando ho iniziato a lavorare con Chiara, come produttore artistico – gli input me li dà lei – ho pensato subito al Ristori. L’acustica è perfetta ed è bello poter respirare l’atmosfera di un teatro così bello. Anche la luce qui dentro è fantastica. Sì, non sono un appassionato degli studi di registrazione: se posso scegliere, scelgo un luogo con una certa atmosfera e che possieda un’anima, non come certi posti che sono asettici come uno studio medico. Credo che un musicista dia il massimo in un posto dove si possa respirare la bellezza, come al Ristori».

 

Giulio Brusati

 

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