Demba Seye Gueye
sul palco nel segno
dei ritmi afro-jazz

La band Elhzo
La band Elhzo
Giulio Brusati 18.01.2019

Dall’Africa occidentale all’Italia e ritorno, nel nome della musica afrojazz. È questo il viaggio di Demba Seye Gueye, batterista senegalese che questa sera a partire alle 21 sarà in concerto con la sua band Elhzo (è il suo nome d’arte) alla Fucina Culturale Machiavelli: un’altra proposta interessante di questa realtà che si connota sempre più nell’ambito veronese per originalità. Per anni questo musicista di base a Bologna ha collaborato con svariati artisti italiani, suonando in festival, rassegne e programmi tv nazionali (Festivalbar, Maurizio Costanzo Show). Ora è giunto al primo disco, intitolato “Yeuk yeuk” e inciso da un collettivo multietnico composto da Yateke Mamadou al basso, Andrea Zucchi ai sax e alla voce, Tim Trevor Briscoe al sax alto, al clarinetto e alla voce, Max Tramontano alla chitarra e alla voce, con Pierre Sagna alle percussioni. Registrato fra Senegal e Italia, è jazz africano, contaminato da funk e folk. Melodie decisamente complesse, fiati arrangiati in modo originale, ritmi funk e trame fusion, con chitarre che viaggiano su groove particolari, in un dialogo strumentale che mescola il jazz degli europei con la cultura dei Griot dell’Africa dell’ovest, i custodi del sapere, «biblioteche» umane. Elhzo canta in wolof, una delle lingue del Senegal, in inglese e in francese. A influenza i testi, la poesia di David Diop, un letterato del movimento Négritude, nato a Bourdeaux nel ‘27, da sempre sospeso tra Francia e Senegal, e propugnatore dell’indipendenza dell’Africa. Demba Seye Gueye ha iniziato come batterista jazz, proviene da Dakar e vive oggi a Bologna. È stato in tour in Italia e in Europa. Fucina Culturale Machiavelli si trova nell’ex Teatro Mazziano, in via Madonna del Terraglio 10, a due passi da Ponte Pietra. • © RIPRODUZIONE RISERVATA