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Vaccini, a regnare è la confusione

Siringhe monodose per la somministrazione dei vaccini
Siringhe monodose per la somministrazione dei vaccini (BATCH)
Elisa Pasetto06.09.2017

È una corsa a ostacoli, quest’anno, quella delle famiglie in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. E per molti il conto alla rovescia non era tanto per il 13 settembre, giorno della prima campanella, ma questa domenica 10 settembre, data entro la quale i più piccoli, che frequentano gli asili nidi e le materne, avrebbero dovuto presentare alle scuole l’autocertificazione o il certificato che attestasse la copertura vaccinale, come stabilito dalla legge nazionale 119 del 31 luglio scorso, pena l’impossibilita di essere accolti in classe.

Un po' più di agio per i bambini delle elementari e i ragazzi di medie e superiori, che avevano comunque tempo fino al 31 ottobre.

Tutte scadenze che ora, a seguito della moratoria della Regione Veneto fino al 2019, decadono. Una comunicazione, quella di Venezia, giunta però a pochissimi giorni dalla prima campanella e che ha contribuito a disorientare ancor di più le famiglie, molte delle quali a questo punto sono incerte sul da farsi.

Nei distretti sanitari nel frattempo è tutta una telefonata per richiedere informazioni sulla modalità (e, da ieri, anche sull’obbligo o meno) di ritiro del certificato. Certificato che per giunta, nonostante il proclamato impegno per la dematerializzazione in ambito sanitario, poteva essere ritirato solo in versione cartacea direttamente allo sportello, con buona pace degli operatori sanitari.

«Purtroppo non avevamo l’autorizzazione per inviarlo via e-mail», risponde un’operatrice del distretto sanitario 1 a San Martino Buon Albergo, mostrando un elenco con decine di richieste. «Sono quelle che non ero riuscita ad evadere, perché eravamo costretti a stampare i certificati tra un appuntamento e l’altro».

L’attività di vaccinazione, infatti, grazie anche ad assunzioni ad hoc (l’Ulss 9 Scaligera ha messo a disposizione un medico e sette operatori sanitari in più) procede a pieno ritmo: gli under16 che non erano in regola anche solo con qualche richiamo erano quasi ottomila sui 150 mila coetanei in tutta la provincia. Tanto che l’Ulss aveva avvertito le famiglie che sarebbe stata necessaria la prenotazione del servizio.

E le scuole? Quelle comunali, dove in alcuni casi il servizio di prescuola è partito già con il primo settembre, sono state tra le prime a muoversi, allertando i genitori Via sms o per email.

Martedì 29 agosto, invece, la Fism, Federazione che associa le 178 scuole materne cattoliche e di ispirazione cristiana (74 delle quali hanno il nido integrato) che accolgono la maggior parte dei bambini da zero a sei anni della provincia, aveva inviato a tutti i propri istituti affiliati una circolare su come comportarsi e con gli indirizzi utili, prontamente inoltrata dagli istituti alle famiglie degli oltre 15.600 iscritti.

«È stato necessario del tempo perché i nostri uffici concordassero come procedere con la Regione», spiega il direttore di Fism Verona Lucio Garonzi.

«La materia è in evoluzione, inutile dire che per noi è un disagio profondo. In ogni caso molte scuole, come da regolamento da noi predisposto, richiedevano già negli anni scorsi questa documentazione alle famiglie al momento dell’iscrizione. Quindi si sarebbe trattato solo di aggiornare i dati».

Superlavoro, comunque, anche per insegnanti e personale amministrativo impegnati, fino all’altro ieri, a rassicurare i genitori che sarebbe bastato presentare entro il 10 l’autocertificazione o comunque l’appuntamento preso con l’Ulss per l’effettuazione del vaccino affinché il 13 settembre il figlio venisse regolarmente accolto a scuola.

«Lunedì, poi, la comunicazione della Regione Veneto con la moratoria, che abbiamo già provveduto a inoltrare subito alle scuole, molte delle quali ci stanno chiamano anche in queste ore per sapere come comportarsi con i genitori», aggiunge Garonzi, che, per ulteriore garanzia, ha chiesto comunque anche un parere legale. «Ormai manca poco al via dell’anno scolastico, lavoriamo per tenere aggiornati i nostri istituti di ora in ora sull’evoluzione della materia», conclude il direttore Fism.

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