Est
Vai a
Vai a

Rimessa a nuovo la canonica
«Bella come merita il paese»

L’esterno della canonica restaurata FOTO AMATOUna delle stanze restaurate all’interno della canonica
L’esterno della canonica restaurata FOTO AMATOUna delle stanze restaurate all’interno della canonica (BATCH)
Mirco Franceschetti05.09.2017

Dopo un anno e quattro mesi di lavori, è terminato il restauro della canonica di Sant’Ambrogio. Il parroco don Alberto Giusti e il curato don Ambrogio Mazzai si sono trasferiti nelle scorse settimane nella nuova canonica che era stata chiusa nell’agosto 2011, poco prima dell’ingresso di don Giusti come parroco.

I lavori sono stati eseguiti da imprese del territorio e dallo studio tecnico indicato dalla Curia.

«Gli interventi e i materiali impiegati sono di qualità», spiega don Giusti, «perché l’obiettivo è stato quello di dotare la comunità di un edificio bello come merita il paese. Gli impianti tecnologici sono all’avanguardia per quanto riguarda il comfort, il risparmio energetico e l’accessibilità per disabili e anziani. La canonica», aggiunge il parroco, ospita gli studi, l’archivio, la zona giorno e notte di abitazione dei sacerdoti, alcune stanze per l’ospitalità, un locale da adibire a cappella per la preghiera, aule di catechismo che insieme a quelle del Luogo della Parola soddisfano il fabbisogno e il decoro che le Opere parrocchiali più non hanno».

All’interno della struttura, anche una taverna destinata a cene e feste comunitarie e a disposizione di giovani, anziani e famiglie.

«L’idea», sottolinea il sacerdote, «è quella di una canonica che sia la casa della comunità e offra ai suoi preti l’abitazione e anche la giusta privacy ma che, contemporaneamente, sia anche una casa dove sentirsi “famiglia parrocchiale”. Insomma, non una “sede legale” o un “fortino barricato”».

Dal punto di vista tecnico, aggiunge don Giusti, «le aziende che hanno lavorato, hanno compiuto uno sforzo notevole nella scontistica come segno di attaccamento alla nostra comunità. Di questo mi sento di ringraziarle. Non sono mancati inevitabili imprevisti nella parte strutturale del restauro, nella sistemazione degli esterni, nella realizzazione dell’accessibilità per i disabili, nella scelta di finire tutto senza nulla lasciare indietro. In questo modo il nuovo parroco non dovrà preoccuparsi della canonica. Tuttavia», sottolinea, «sono stati interventi che hanno fatto lievitare di non poco i costi finali. La scelta di non ricorrere a materiali economici nella pavimentazione e nei rivestimenti, ma di utilizzare materiali locali, è stata una scelta di “rispetto” verso la nostra storia ambrosiana. Alcune aziende del settore hanno dato una mano, sperando che qualche altra si aggiunga…».

Ovviamente un intervento del genere ha richiesto un investimento economico. «I contributi», prosegue don Giusti, «sono arrivati dal Comune di Sant’Ambrogio, con gli oneri di urbanizzazione dell’anno 2015 e la richiesta in corso per gli anni 2016-17, e dal Consorzio Bim Adige. Sono stati destinati al progetto anche i risparmi di questi anni, le offerte specifiche per la canonica raccolti da parrocchiani e aziende, prestiti da privati e il mutuo aperto con la Banca Valpolicella Benaco: cinque anni a partire da marzo 2017».

«La parrocchia», assicura don Giusti, «è in grado di pagare la rata mensile del mutuo senza eccessivi patemi d’animo. Per restituire il prima possibile i prestiti dei privati, sarebbe invece auspicabile ricevere fin d’ora donazioni, direttamente alla parrocchia o indirettamente per la deducibilità fiscale, alla Fondazione della Comunità veronese che sta collaborando con questo nostro progetto».

Alla conclusione dei lavori è arrivata anche la notizia del trasferimento del parroco a Rivoltella del Garda.

Condividi la notizia