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Le piante sono
artisti: Ferlenga
le fa disegnare

(VERZER)
Camilla Madinelli01.09.2017

Le piante sono intelligenti, eccome. A modo loro, possono anche disegnare. Come? Agganciate alla «Vegetal Drawing Machine», ossia la «macchina che disegna tramite i vegetali» ideata e costruita dall’architetto e designer di Negrar Giuseppe Ferlenga. Da creativo, ha sempre amato realizzare opere che si completano con la natura. Come le meridiane che prendono vita con il sole - è firmata da lui la grande meridiana che abbellisce la rotatoria all’ingresso del paese di Negrar - o le arpe eoliche che suonano con il vento, come quella istallata a Mazzano un paio d’anni fa.

Questa volta Ferlenga si è concentrato sui vegetali. Ha creato un macchinario che, misurando attraverso alcuni sensori applicati sulle foglie le micro variazioni del potenziale elettrico tra foglia e radice, fa arrivare i segnali a una matita o una penna con cui viene tracciato un disegno su un foglio bianco. La struttura, fusiforme e con due coni uniti al centro da un tavolino, è composta da parti meccaniche ed elettroniche. A farla funzionare, disegnando, è… una pianta.

Chi l’ha detto che la creatività è appannaggio solo di noi uomini? Anche photos, filodendri e altre piante, d’appartamento e non, sanno essere creative. «Il mondo delle piante è estremamente affascinante», spiega il designer negrarese.

«La scienza ci racconta che sono esseri intelligenti, in grado di compiere scelte complesse nel corso della vita. Sembrano essere dotate di memoria e il loro mondo silente è tutt’altro che insignificante. Oggi ci sono scienziati che stanno compiendo ricerche rimarchevoli come Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale».

Cosa dice, in pratica, la scienza? «Che le piante, oltre a possedere tutti e cinque i sensi che appartengono a noi umani, sebbene in forma diversa, ne possiedono molti altri», risponde Ferlenga. «Si parla addirittura di una quindicina di sensi. Hanno per esempio la capacità di percepire i campi elettromagnetici o la presenza di piccolissime tracce di una determinata sostanza. Si tratta di esseri che avvertono in modo molto raffinato tutto quello che li circonda».

Partendo dall’assunto che le piante sono intelligenti, allora, il designer ha iniziato due anni fa a cercare un modo creativo per raccontarlo. Ha prima studiato, consultando molto manuali scientifici. Poi, nel concreto, si è messo al lavoro nel tempo libero, per circa un anno e mezzo, acquistando e assemblando circuiti elettronici, fili, luci e altro materiale per dare forma alla sua idea.

È nata così la «Vegetal Drawing Machine», presentata mesi fa in anteprima a Rivoli - paese d’elezione di Ferlenga e della moglie, Silvia Cipriani - a un pubblico selezionato. Era una prima versione della macchina, poi perfezionata e mostrata quest’estate durante un evento pubblico sempre a Rivoli. Molte persone sono rimaste letteralmente a bocca aperta nel vedere una pianta che, collegata a un congegno, traccia disegni astratti seguendo un suo ritmo. E in tanti, una volta tornati a casa, hanno pure guardato con occhi diversi le loro piante.

«La mia macchina per disegni con i vegetali non ha la pretesa di dare risposte scientifiche, vuole però sensibilizzare le persone a guardare con maggiore interesse alle scoperte scientifiche in merito all’intelligenza delle piante», commenta l’autore. I «Disegni dalla natura», come s’intitolava l’evento a Rivoli, sono stati introdotti dalla Corale polifonica-Schola Cantorum di Silvia Cipriani, formata da coristi di Calmasino, Rivoli e Pesina, accompagnati dalla pianista Lisa Cacciatori.

Alla fine qual è l’ambito di applicazione del congegno? «Essendo un designer mi piacerebbe utilizzarlo per creare nuove forme, o decori, di oggetti destinati a una produzione in serie e non per disegni in unica copia. Penso sarebbe interessante avere oggetti disegnati non dall’uomo, ma dalle piante». A loro l’estro artistico, dunque. A noi un consolatorio pollice verde.

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