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I 30 anni degli
«angeli in elicottero»
di Verona Emergenza

La cerimonia in Gran Guardia (Marchiori)
La cerimonia in Gran Guardia (Marchiori)
10.09.2017

L’elicottero di Verona Emergenza si alzò in volo per la prima volta il 21 luglio del 1987 per soccorrere un operaio di Sommacampagna che si era infortunato sul lavoro e poi un camionista incastrato nel suo mezzo sulla Brennero, all’altezza di Affi.

Li trasportò entrambi al Policlinico, dove sul prato era stata ricavata la superficie per il decollo e l’atterraggio. Erano passati appena sette mesi da quando la Regione aveva dato il via libera e Verona, prima città del Veneto e in Italia seconda solo a Bologna, aveva iniziato ad attrezzarsi per accogliere quella che al tempo era l’avanguardia della medicina d’ emergenza-urgenza. Il servizio rispondeva al numero 582222 (5 anni dopo diventerà il 118) ed era garantito da un pugno di medici e infermieri che lavoravano a turni sulle ambulanze.

Inizia così la storia dell’elisoccorso veronese raccontata dai suoi protagonisti Lajos Pinter e Lorenzo Cucci, che trent’anni fa erano i primari del Pronto soccorso di Borgo Roma e del reparto di Rianimazione di Borgo Trento e ne furono i pionieri, insieme all’allora presidente della Ulss 25 Donato Bragantini e al direttore sanitario degli Istituti ospitalieri Giuseppe Castellarin.

 

«Molte cose sono cambiate, ma non la dedizione a fornire alla cittadinanza il miglior servizio possibile», hanno sottolineato ieri mattina, nell’auditorium della Gran Guardia, durante il convegno organizzato per festeggiare il trentesimo anniversario dell’elisoccorso. Hanno partecipato le autorità civili e militari, i rappresentanti dell’Azienda ospedaliera e della Ulss 9 Scaligera, i volontari e gli operatori delle Croci, dei vigili del fuoco e del soccorso alpino e speleologico. A fare gli onori di casa il direttore del Suem 118 Alberto Schönsberg, con un ringraziamento commosso «agli angeli che si dedicano ogni giorno a salvare delle vite» e l’auspicio, rivolto al sindaco Federico Sboarina, «che anche con la nuova amministrazione si possa attivare una collaborazione proficua come con la precedente».

In sala, peraltro, era presente anche l’ex primo cittadino Flavio Tosi. «Sarà così», ha assicurato Sboarina, «la continuità è un dovere amministrativo e morale». Non sono mancati i complimenti alle forze dell’ordine «per l’intesa stabilita con i soccorrittori» ha detto Schönsberg, ricordando la tragedia del bus ungherese avvenuta a gennaio e costata la vita a 16 giovanissimi studenti. «Grazie alla perfetta collaborazione, nell’arco di un’ora altre 40 persone furono soccorse e trasporate in ospedale» ha sottolineato ritirando dalle mani di Pinter, oggi console generale di Ungheria, un riconoscimento da parte del Ministero degli Esteri ungherese per quanti, quella notte, si adoperarono per assistere i feriti.

La mattinata è stata l’occasione per ripercorrere le fasi dell’elisoccorso, «attività che qualifica il nostro territorio e la nostra sanità» ha precisato il direttore generale dell’Aoui Francesco Cobello, ma anche per parlare dell’evoluzione della sicurezza in volo e per affrontare la sfida del prossimo futuro, ovvero l’elisoccorso notturno. «Stiamo lavorando per approntarlo al più presto» ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto. Spazio anche alle testimonianze dell’equipaggio, oggi composto da 3 medici specializzati e 14 infermieri a cui si aggiungono, per ogni volo (e finora sono stati 21mila), un pilota, un tecnico pilota e un tecnico del Soccorso alpino.

Al termine della convegno il parroco di San Fermo don Maurizio Viviani ha impartito la benedizione alle ambulanze e auto mediche parcheggiate in piazza Bra. Era previsto anche l’atterraggio dell’elicottero, poi annullato per ragioni di sicurezza.

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