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Hotel a rifiuti zero
«Ora uno sconto
sulla tariffa»

Enrico Miglioranzi, titolare dell’hotel Campagna, con la madre Mara Andreoli FOTO AMATO
Enrico Miglioranzi, titolare dell’hotel Campagna, con la madre Mara Andreoli FOTO AMATO (BATCH)
Renzo Gastaldo01.09.2017

L’albergo che sta raggiungendo l’obiettivo dei «rifiuti zero» chiede che gli sia ridotta la bolletta sulle immondizie. Accade a San Giovanni Lupatoto, dove l’hotel Campagna di via Bellette festeggia i quattro anni di buone pratiche a rifiuti zero, persevera nella sua scelta ma la vorrebbe estesa e «riconosciuta».

«Per coinvolgere altri alberghi basterebbe fare in modo che i ’rifiuti zero’ diventino convenienti dal punto di vista economico, premiando chi divide e ricicla con uno sconto nella tariffa», dice Enrico Miglioranzi, titolare dell’hotel lupatotino. «Se si producono meno rifiuti», aggiunge, «ne guadagnano tutti. Noi con impegno e costanza continuiamo a proporre una ospitalità che è anche eco-sostenibile». L’albergatore racconta che tutto è iniziato quattro anni fa in piena battaglia contro l’inceneritore progettato a Ca’ del Bue. L’amministrazione comunale del tempo, come misura contraria all’incenerimento dei rifiuti, lanciò un progetto per il conseguimento dell’obiettivo dei «rifiuti zero». Miglioranzi sposò in pieno quella battaglia.

«Abbiamo approfondito la volontà di diventare un albergo ecosostenibile applicando numerose pratiche. Ma tutto questo è stato possibile soprattutto grazie alla collaborazione dei nostri ospiti».

La scelta di ecosostenibilità e di ricerca della minor produzione dei rifiuti è stata progressivamente attuata dall’Hotel Campagna attraverso varie misure. «La prima, spiega il titolare, «è stata una campagna di sensibilizzazione attivata con la mascotte Tulip. È il simbolo della collaborazione dei clienti perché Tulip, che sta per tulipano, promuove l’ecosostenibilità e passa il messaggio che ogni risultato arriva proprio dall’ospite e in generale dai comportamenti e dalle scelte di ciascuno», spiega Miglioranzi.

«Tulip invita a dieci comportamenti ecosostenibili. Chiedendo la collaborazione dei nostri ospiti, ad esempio, siamo riusciti a far usare solo gli asciugamani effettivamente necessari risparmiando il 30 per cento sui servizi di lavanderia». Un altro fronte ha riguardato l’uso di bottiglie in vetro al posto di quelle in plastica. «Il risultato? 1200 contenitori di plastica in meno all’anno, ossia 5mila in 4 anni. Un camion di bottiglie di plastica in meno», sottolinea l’albergatore lupatotino. Terzo fronte riguarda l’umido derivante dall’attività di ristorazione. «Stiamo completamente riutilizzando la frazione umida per ricavarne compost che viene poi usato nel nostro orto», segnala Miglioranzi, che informa anche che gli ortaggi così ottenuti sono impiegati nella cucina del ristorante raggiungendo in questo modo il massimo dei km zero. E ancora, «la frazione secca è stata ridotta con l’uso di detersivi concentrati e alla spina e l’implementazione della raccolta differenziata. Qualche accorgimento particolare? L’uso di marmellate alla spina per ridurre i contenitori. I dosatori sono usati anche per il sapone per la doccia».

Per l’energia, l’impianto fotovoltaico realizzato sul tetto dell’albergo ha evitato l’immissione in atmosfera di 41 tonnellate di anidride carbonica. «Tra l’altro questo ci ha permesso di ottenere, tra risparmio e incentivi, circa 10mila euro in quattro anni», evidenzia l’albergatore.

C’è poi il riciclo anche dell’acqua dell’impianto di condizionamento: «Viene recuperata per l’irrigazione dell’orto», dice Miglioranzi, che alla sua clientela mette a disposizione anche le bici per spostamenti brevi.

La risposta del Comune alla richiesta di applicare sconti sulla bolletta dei rifiuti? «Ho parlato con i vertici della società municipale che si occupa di raccolta delle immondizie ottenendo una risposta interlocutoria. Hanno detto che per il progetto per la raccolta puntuale che prevede l’introduzione del chip sono in attesa delle decisioni del Consorzio di bacino».

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