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Case dei mafiosi ai profughi?
Le confische in ballo sono 56

Crescono i fondi  confiscati alla criminalità organizzata nel Veronese
Crescono i fondi confiscati alla criminalità organizzata nel Veronese (BATCH)
Giampaolo Chavan29.08.2017

Cinquantasei immobili confiscati alla mafia in attesa di destinazione, sparsi tra nove Comuni della nostra Provincia, compresa Verona, tra le quali anche le sedi di due aziende una a Vestenanova e l’altra a Roverchiara. Ecco qui il quadro di altre, potenziali strutture destinate ad ospitare i profughi nella nostra Provincia sempre che il governo Gentiloni confermi i suoi propositi, emersi in questi giorni. L’esecutivo ha intenzione, infatti, di utilizzare questi beni per ospitare i rifugiati in arrivo nei prossimi mesi.

E così i nuovi punti di approdo dei profughi potrebbe passare da Vestenanova a Gazzo e a Cologna, da Montecchia a Peschiera, da San Giovanni Ilarione a Selva di Progno fino a Roverchiara, passando per Verona. È l’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata a fotografare la situazione nel Veronese.

TREND IN ASCESA. Si tratta di spesso d’immobili sequestrati a personaggi inseriti nella criminalità organizzata. In alcuni casi si tratta di confische definitive, in altri, invece, i procedimenti penali sono in attesa della sentenza definitiva. Ad ogni modo, i 56 immobili confiscati in attesa di destinazione segnalano che il trend è in decisa ascesa nella nostra provincia. Il motivo? Nel Veronese, da una ventina d’anni fino ad oggi, sono già stati destinati 42 immobili di cui 23 solo a Bussolengo, «prelevati» a personaggi legati alla criminalità organizzata. A beneficiarne sono quasi sempre a Comuni che poi a loro volta, li utilizzano a fini sociali, destinandoli ad associazione di volontariato, per scopi sanitari o ai servizi sociali. E ora ce ne sono altri cinquantasei, salvo assoluzioni degli imputati. Ben quattordici in più rispetto a quelli già destinati. Un altro, inquietante segnale che la criminalità organizzata sta aprendo sempre più varchi nel tessuto economico e industriale della nostra provincia.

BENI CONFISCATI. Sono ben 13 gli appartamenti, segnalati dall’Agenzia del ministero dell’interno, di cui presto potranno usufruire i Comuni per le loro esigenze sociali. Lo Stato ne ha in gestione due a Cologna, tre a Peschiera, due a San Giovanni Ilarione, quattro a Verona, e due a Vestenanova. Presto ci saranno anche sette autorimesse a disposizione tra Gazzo, Peschiera e Vestenanova. Se, però, le amministrazioni riterranno superflui questi beni, la palla passa alla Prefettura che, a sua volta, avverte l’ufficio del demanio. Toccherà poi allo Stato stesso decidere come utilizzare l’immobile confiscato e non acquisito dai Comuni. C’è poi il capitolo molto affollato di fondi agricoli e case rurali. La parte del leone la fa sicuramente Vestenanova dove ci sono 16 fondi agricoli sottoposti ancora a misura di prevenzione, disposta dal tribunale di Verona. La confisca, però, è ancora in forse perchè la procedura a carico dell’indagato è in corso e un suo eventuale ricorso accolto potrebbe far sparire dal potenziale patrimonio dello Stato questa ricca proprietà .

I CASI VESTENANOVA E SAN GIOVANNI ILARIONE. Nel lungo elenco di beni confiscati in attesa di passare di proprietà allo Stato, brillano le realtà di due piccoli Comuni nella nostra provincia. Basta pensare che a Vestenanova oltre ai 16 fondi agricoli sequestrati dal tribunale di Verona, ci sono anche due appartamenti in condominio, due garage, un fabbricato in corso di costruzione e un magazzino.

Segue anche se in misura un po’ più ridotta, San Giovanni Ilarione: il tribunale di Vicenza ha confiscato in via definitiva il 100% di due abitazioni indipendenti e quattro fondi agricoli e il 33% sempre di due proprietà rurali.

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