«Basta case Ater agli inquilini vandali»

L’incontro dell’Ater con i sindaci della provincia Ne erano presenti una cinquantina FOTO MARCHIORI
L’incontro dell’Ater con i sindaci della provincia Ne erano presenti una cinquantina FOTO MARCHIORI
Luca Fiorin 09.11.2018

L’Ater rivoluziona il proprio modo di agire e, nel farlo, decide anche di assumersi ogni decisione in merito all’assegnazione degli alloggi. «Perché», spiega il presidente Enrico Corsi, «non intendiamo più consentire che appartamenti nuovi vengano distrutti in breve tempo da inquilini che non hanno rispetto per le case in cui vivono». Questo è uno dei punti più significativi, o quantomeno uno di quelli che sembrano essere più sentiti dal presidente Enrico Corsi, dell’elenco delle novità che i vertici dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale hanno presentato ieri mattina in città ai sindaci del Veronese. Nella sede di piazza Pozza a San Zeno, infatti, si è svolto un confronto al quale hanno partecipato i rappresentanti di una cinquantina dei 75 Comuni in cui Ater ha edifici residenziali. Un incontro nel quale il presidente, il suo vice Giovanni Pesenato e il consigliere Claudio Righetti, insieme al dirigente Elena Ballini, hanno illustrato quello che Corsi ha definito come un «cambio di rotta» dell’ azienda. «IN QUESTI DUE ANNI abbiamo modificato molte cose, avviando una trasformazione gestionale che ci sta permettendo di liberare importanti risorse», sottolinea Corsi. Dal punto di vista strettamente finanziario, è stata avviata un’azione che ha permesso di ridurre del 10 per cento le spese di gestione. Il bilancio di previsione del 2019, infatti, prevede un costo per le manutenzioni, fra ordinarie e straordinarie, che è pari a 6 milioni 100 euro ed è inferiore di oltre 600.000 euro rispetto a quelli degli anni passati». «A questo va aggiunta la chiusura dei mutui che l’azienda aveva in essere, che è stato possibile grazie all’erogazione di fondi regionali, che erano previsti, ma di cui era stato ritardato il trasferimento. «Questo fatto ci permette di accendere nuovi finanziamenti per 2 milioni di euro, con i quali sarà possibile sistemare fra i 200 ed i 250 appartamenti, che sono attualmente sfitti e non possono essere riassegnati perché necessitano di interventi di manutenzione», precisa il presidente. Se si considera che Ater ha attualmente circa 5.300 alloggi - di cui 4.900 vengono abitati da persone che pagano un canone sociale, trattandosi di situazioni che rientrano nei criteri stabiliti per questo da una legge regionale, e gli altri concessi con affitti di edilizia agevolata, che sono più o meno a metà strada fra i canoni sociali e quelli di mercato - la possibilità di reimmettere in circolo più di 200 alloggi in un colpo solo significa poter rispondere a molte richieste. Ogni anno, giusto per dare un termine di raffronto, sono infatti circa 220 gli alloggi che vengono liberati e riassegnati. Tutti questi ragionamenti, non riguardano comunque le emergenze abitative. Queste, infatti, vengono gestite direttamente dai Comuni, i quali possono contare per questo sul 10 per cento degli alloggi Ater presenti sul proprio territorio comunale. Una percentuale che può essere elevata sino al 25, facendone richiesta alla Regione. NELLA NOSTRA PROVINCIA, diversamente da quanto avviene in altre parti del Veneto, questa opportunità non è però stata sfruttata da nessuna amministrazione comunale. La «rivoluzione» dell’Ater, poi, consiste anche nel cambio del sistema con cui vengono svolte le gare d’appalto, che è finalizzato ad agevolare le aziende del territorio, nell’istituzione di un controllore della qualità dei lavori, nella realizzazione di un nuovo ingresso della sede centrale dell’azienda, che è accompagnata dall’attivazione di un call center telefonico e di un sistema di prenotazione delle visite, nella creazione di un ufficio comunicazione e marketing, in una gestione innovativa degli impianti di riscaldamento centralizzati, con schede prepagate, ed in un migliore monitoraggio delle morosità. «È necessario agire con la razionalità e l’attenzione di un’azienda privata», rimarca Corsi, secondo il quale i beni dell’Ater vanno migliorati e tutelati. «Per questo abbiamo previsto che la consegna degli alloggi sia vagliata dall’azienda, pur garantendo il diritto di abitazione a tutti gli aventi diritto», spiega il presidente. Il quale, poi, precisa: «Il consiglio di amministrazione ora ha una competenza diretta sulle assegnazioni e potrà decidere chi andrà negli appartamenti nuovi o più recenti, sulla base di valutazioni che verranno fatte caso per caso. Inviterò la stampa a vedere lo stato di degrado di alcuni degli appartamenti che ci vengono restituiti», precisa Corsi. •