Agriturismi, una crescita continua

Un agriturismo nell’entroterra gardesano
Un agriturismo nell’entroterra gardesano
Luca Fiorin 29.06.2018

L’apertura della stagione di punta dell’agriturismo, iniziata con i ponti di primavera e che prosegue in questi mesi estivi, offre segnali positivi, ma non è tutto oro quello che luccica. Ovvero, arrivi e presenze sono sì in crescita, ma dietro l’angolo c’è il pericolo dell’abusivismo. Tanto che gli operatori invocano «regole più chiare per tutti». I problemi, più che i motivi di ottimismo, sono stati al centro dell’assemblea annuale di Agriturist Veneto, l’associazione regionale degli agriturismi che aderiscono a Confagricoltura, che si è svolta a Villa Bartolomea, nella tenuta La Pila. «Le realtà che in Veneto fanno agriturismo godono di ottima salute e sono in crescita, ma per consentire loro di stare al passo con il mercato occorrono una revisione in chiave più attuale della legge regionale che li riguarda e regole uguali per tutti», ha detto il presidente di Agriturist, il padovano Leonardo Granata. «A livello nazionale è partita una campagna contro l’abusivismo, un fenomeno che tocca da vicino anche il Veneto, dove ci sono però troppi soggetti che offrono e affittano stanze senza sottostare ad alcuna regola», ha aggiunto Granata. «Avendo provato sulla nostra pelle cosa vuol dire essere messi all’indice da altre categorie, non vogliamo demonizzare nessuno; chiediamo però che ci sia un denominatore comune che consenta di operare nella legalità. Per questo sono fondamentali almeno tre obblighi: l’invio delle schede delle persone alloggiate per questioni di pubblica sicurezza, la comunicazione dei dati all’Istat per una corretta politica del turismo sul territorio ed il pagamento della tassa di soggiorno. Naturalmente, per chi opera con continuità, va da sé che sarebbe necessaria anche la partita Iva». Stando ad Agriturist, che a Verona comprende 100 realtà agrituristiche, che offrono, in varie forme, ristorazione ed alloggio, è necessario che gli agriturismi siano più integrati nel comparto turistico e che vi sia una maggiore elasticità. «Siamo gli unici ad essere sottoposti a una percentuale di controlli del 20 per cento su base provinciale annua, nonostante rappresentiamo l’1 per cento del turismo regionale, e siamo soggetti ad una pluralità di enti controllori, che spesso vanno oltre i loro compiti», ripetevano gli operatori presenti all’incontro di Villa Bartolomea. I quali auspicano l’entrata in funzione al più presto del nuovo modello organizzativo, predisposto dalla Regione, con regole comuni per tutti, ed il superamento delle rigidità per quanto riguarda i posti letto e la ristorazione. Se Agriturist mette in luce le criticità, Terranostra, l’associazione degli agriturismi di Coldiretti, preferisce parlare dei numeri del comparto. Stefano Chiavegato, il titolare dell’agriturismo San Gabriele di Isola della Scala, che è stato recentemente rieletto presidente, spiega che «sono già numerosi i turisti italiani e stranieri che negli ultimi due mesi hanno scelto l’ospitalità della campagna veronese». «Il 2017 ha registrato più di 150.000 arrivi e circa 550.000 presenze, con una crescita dell’8 per cento per gli arrivi e del 6 per cento delle presenze rispetto all’anno precedente, per cui siamo ottimisti per i prossimi mesi», afferma Chiavegato. Terranostra Verona conta 177 aziende associate. Di queste, circa il 45 per cento offre solo il servizio di alloggio, il 13 per cento esclusivamente quello di ristorazione, il 25 per cento entrambi, il 10 per cento alloggio e somministrazione di spuntini e il 7 solo quest’ultimo servizio. Circa il 35 per cento, poi, effettua la vendita diretta dei propri prodotti. «Le donne rappresentano circa un terzo dei proprietari degli agriturismi», continua Chiavegato. Il quale sottolinea che, oltre alle offerte tradizionali, nelle aziende agrituristiche sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi o sono disponibili spazi per picnic, grigliate e campeggi. «Siamo al lavoro per proporre ai nostri ospiti un modello di vacanza che offra la possibilità di sperimentare contemporaneamente territorio, storia, cultura ed enogastronomia veronese», conclude il presidente Chiavegato. •