Tornati i quattro
medici veronesi
impegnati in Nepal

 
12.03.2018

Sono tornati ieri mattina i volontari della delegazione della onlus veronese Medici per la Pace protagonisti del progetto Himalayan Dental Mobile Clinic in Nepal.

La delegazione era composta da quattro volontari di Verona: il presidente di Medici per la Pace Fabrizio Abrescia, il vicepresidente Manuela Veronesi, il dentista volontario Claudio Pilloni e la volontaria Laura Rodeghieri.

 

Dopo alcuni giorni nella capitale Kathmandu, i volontari si sono spostati seguendo la clinica odontoiatrica mobile, nei villaggi remoti delle valli dell'Himalaya, per affiancare i dentisti locali nelle attività di screening, di cura e di sensibilizzazione ed educazione all'igiene orale, rivolte ai bambini delle scuole.

Il progetto si concentra infatti su interventi di educazione e di cure d’urgenza, come spiega il presidente Fabrizio Abrescia: “Il tipo di odontoiatria praticato in Nepal è estremamente diverso da quello di cui abbiamo quotidianamente esperienza in Italia. In ragione della quantità di bisogni e delle urgenze, si è costretti a dare precedenza a interventi risolutori e di breve durata. Infatti la nostra iniziale propensione ad introdurre attività di tipo protesico si è presto rivelata irrealistica, date le condizioni locali”.

Il dentista veronese Claudio Pilloni ha avuto modo di confrontarsi con il suo collega nepalese Karma Tashi Lama, responsabile locale del progetto, in un affiancamento che é stato sicuramente di arricchimento reciproco. Per il dottor Pilloni é stata la prima esperienza in Nepal, ma non è nuovo ad interventi in contesti di povertà. A Verona è uno dei volontari storici di Medici per la Pace: da anni contribuisce ai progetti “Diritto al sorriso” mettendo generosamente a disposizione le sue competenze e struttura per curare gratuitamente persone in condizioni di difficoltà economica sul territorio veronese. L'esperienza di Medici per la Pace in Nepal risale a quasi un decennio fa, iniziando già nel 2009 con il sostegno ad una farmacia comunitaria della capitale Kathmandu.

 

A questo è seguito un progetto di formazione rivolto ai giovani nepalesi disoccupati, perlopiù ex monaci, che hanno appreso l'arte dell'intaglio del legno, grazie al sostegno della Fondazione San Zeno. Il primo progetto odontoiatrico inizia nel 2016, con il supporto della Chiesa Valdese, e continua ancora oggi dopo aver superato sia i danni subiti alle strutture a causa del terremoto di magnitudo 7.8 del 2015, sia l’embargo, da parte dell’India, sulle importazioni di molti beni di consumo avvenuto nel 2016, che una generale instabilità politica. Nel primo anno di progetto, fu attrezzato e gestito un ambulatorio odontoiatrico situato all'interno del Benchen Monastery di Kathmandu, dove sono state curate più di 700 persone in condizioni di povertà. Nel corso di questa prima esperienza è apparso chiaro come molte persone, per ragioni geografiche o di povertà estrema, non fossero in grado di raggiungere l'ambulatorio fisso nella capitale.

Da questo è nata l'idea di portare le cure dentarie direttamente ai villaggi, grazie all'impiego di una jeep e l'utilizzo di attrezzature odontoiatriche portatili. Il presidente Abrescia spiega l’importanza della missione: “La visita in Nepal ha monitorato l'andamento dell’attuale progetto di clinica mobile e supportato i collaboratori locali, che abbiamo selezionato sulla base della loro preparazione e capacità e dei quali siamo estremamente soddisfatti. Inoltre, guardando al prossimo futuro, l’ambizione è quella di raggiungere villaggi ancora più remoti e privi di strade, attraverso l'utilizzo di elicotteri noleggiati per interventi puntuali. A questo fine stiamo lavorando alla creazione di una rete di associazioni di volontariato europee e nepalesi, per poter espandere ulteriormente il nostro operato e portare servizi a chi ne ha più necessità”.

CORRELATI