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Via libera per destituire il magistrato Bellomo

Mattarella e Pajno
Mattarella e Pajno (BATCH)
13.01.2018

ROMA Il Consiglio di Stato, ha dato ieri il via libera definitivo alla destituzione di Francesco Bellomo, il magistrato finito nella bufera per aver consigliato ad alcune studentesse che dovevano prendere parte ai concorsi in magistratura di indossare minigonne e abbigliamento provocante. L’espulsione dalla magistratura di Bellomo è stata votata quali all’unanimità: un solo astenuto, su 14 componenti presenti. L’organo di autogoverno della magistratura amministrativa ha così preso atto del parere dell’adunanza generale, che ha votato tre giorni fa, e ha adottato in via definitiva la destituzione. E ora l’attenzione si sposta sulle scuole per aspiranti magistrati, dove è necessario mettere ordine. «Serve più rigore, e i criteri in base ai quali vengono autorizzati gli incarichi di docenza vanno rivisti», spiega il presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, nel corso del plenum dell’organo di autogoverno delle toghe amministrative. Il fascicolo sul caso Bellomo ora transiterà a Palazzo Chigi e da qui sarà trasmesso al Quirinale, dove il presidente della Repubblica Mattarella, deve ratificare per decreto la decisione assunta. Poi per Bellomo si aprirà quasi certamente la strada del ricorso, un’azione che peraltro interesserà ancora una volta Tar e Consiglio di Stato. L’intero iter disciplinare, avviato a febbraio dopo la denuncia del padre di una ragazza, pervenuta a fine 2016, ha preso circa un anno. «Tempi molto brevi», afferma il segretario generale della Giustizia amministrativa, Mario Luigi Torsello, tenuto conto che «è il primo caso della storia in cui un magistrato viene destituito senza che vi sia stato un processo penale». •

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