Turismo, per Ferragosto prenotato
l'88 per cento delle camere

Una spiaggia affollata
Una spiaggia affollata
10.08.2018

Ferragosto all’insegna dell’ottimismo per il turismo italiano: per il ponte tra il 12 e il 15 agosto è stato già riservato l’88% delle camere offerte dalle principali agenzie di viaggio online, con punte del 93% nelle località balneari. E’ quanto emerge dalle rilevazioni e dalle analisi condotte da Cst per Assoturismo Confesercenti.

 

Un dato, spiega una nota, che conferma l’andamento positivo della stagione dal punto di vista dei numeri dei visitatori: per il trimestre estivo giugno-agosto si prevedono 218,9 milioni di presenze, 4,5 milioni in più dell’estate record dello scorso anno. Bene anche le località di lago, con il 91% delle camere prenotate e le destinazioni montane, con tassi d’occupazione media intorno al 90%. Le città d’arte sono all’84%, mentre le località termali si fermano al 65%. Tra le regioni, le più prenotate sono la Sardegna (93% della disponibilità già riservata) e il Trentino Alto Adige e la Liguria (92%).

 

A contribuire alla crescita è la domanda estera - orientata soprattutto alle città d’arte, prosegue il report, mentre quella italiana rimane più debole, concentrata in particolare nei fine settimana presso le località balneari. Una situazione che sta causando momenti di difficoltà durante il restante periodo settimanale in alcune aree costiere regionali. Anche nelle località balneari, comunque, ad aumentare sono soprattutto i turisti stranieri, mentre la domanda italiana rimane ferma rispetto allo stesso periodo del 2017. «Preoccupano i segnali di indebolimento della domanda turistica italiana, dovuti a un generale rallentamento dei consumi delle famiglie», commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti.

 

«Quest’anno - aggiunge - sono aumentati soprattutto i flussi di visitatori stranieri, che hanno premiato città d’arte e località balneari. Una conferma dell’appeal esercitato sui mercati esteri dal prodotto Italia, anche grazie alla varietà e alla qualità dei servizi offerti dalle imprese. Che però continuano a soffrire i problemi di sempre tra cui una pressione fiscale troppo alta che, insieme alle tariffe, erode i margini».