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Bimba respinta
all'asilo, la mamma
chiama i carabinieri

Vaccinazioni obbligatorie per la scuola
Vaccinazioni obbligatorie per la scuola
12.09.2017

Le porte delle scuole si sono aperte, ma non per tutti. L'obbligo di vaccinazioni o la documentazione sostitutiva (prenotazioni o autocertificazione) ha lasciato fuori chi non è in regola.

A Latisana (Udine) una signora ha è vista respingere la figlia all'asilo, perché ha rifiutato di firmare l'autocertificazione richiesta, e lei ha chiamato i carabinieri. La bambina è stata ammessa a scuola con riserva per un solo giorno. Nel frattempo questa mattina il legale della mamma ha presentato la cartolina di invio della raccomandata con cui la signora ha chiesto un appuntamento all’azienda sanitaria per la vaccinazione. Il sindaco di Latisana, Daniele Galizio, sottolinea che a questo punto «c’erano gli elementi per accogliere la bambina in asilo» e quindi il caso è rientrato, ma la mamma si è sfogata su Facebook ripercorrendo l'intera vicenda.

 

Anche a Milano sono dovuti intervenire i carabinieri, chiamati dai genitori di una bimba di 3 anni respinta dalla scuola materna di via Goldoni perché non vaccinata. Un bambino straniero è stato rimandato a casa dall’Istituto comprensivo di Pasiano (Pordenone) per non aver prodotto la documentazione relativa alle vaccinazioni obbligatorie, nonostante le abbia fatte. Anche a Roma segnalati casi di bimbi rimandati a casa.

 

In Veneto non si sarebbero registrati problemi eclatanti, sostiene la dirigente scolastica regionale Daniela Beltrame. Dalla Regione Veneto viene fatto sapere che il servizio di vaccinazione ha retto alle richieste con tempi di attesa minimi e che la «macchina» ha funzionato perchè attivata per tempo.

 

Il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli avverte: «C’è anche chi prenota le vaccinazioni per fare entrare i figli a scuola e poi vuol fare il furbo e non li vaccina, ma c’è un tempo anche per quello. Le certificazioni dovranno essere portate.  E comunque i furbi fanno un danno ai propri figli e alla comunità educante, vaccinare è una questione di qualità della responsabilità genitoriale».

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