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Accordo Merkel-Schulz per la Grande Coalizione

La cancelliera Angela Merkel con Martin Schulz, leader socialista
La cancelliera Angela Merkel con Martin Schulz, leader socialista (BATCH)
13.01.2018

ROMA Angela Merkel e Martin Schulz sono quasi salvi. Ci sono volute oltre 24 ore, ma alla fine l’accordo, stavolta, è arrivato. E con un ritardo minimo rispetto alla tabella di marcia, dopo cinque giorni di colloqui, nella mattinata di ieri a Berlino, i leader di Unione e Spd hanno annunciato di esser pronti a entrare nella fase delle consultazioni, per formare un governo insieme. Avversari che tornano amici, in un passaggio non proprio scontato, dopo il trauma segnato dal fallimento del tavolo «giamaica». Ma qui la posta in gioco era diversa: la Merkel rischiava il posto, Schulz avrebbe visto finire la sua carriera politica. E ad approfittare di un eventuale pollice verso, era il timore diffuso, sarebbero stati solo i populisti di Afd, che avrebbero guadagnato consensi in un ipotetico ritorno al voto. La cancelliera, che ha affermato di «aver lavorato per ottenere un governo stabile», ha già dettato i tempi: vuole finire entro martedì grasso, e quindi il 12 febbraio. Ma la parola definitiva spetta alla base dei socialdemocratici, che dovranno votare il documento emerso dal prenegoziato il 21 gennaio a Bonn. Dalla maratona, Schulz è uscito raggiante: «Abbiamo raggiunto un risultato eccezionale», ha commentato ai giornalisti, asserendo di essersi imposto in circa 60 punti. Fra i suoi trofei, un cambiamento nel sistema di contribuzione per le casse sanitarie, la reintroduzione del ricongiungimento familiare per alcuni profughi, limitato a mille euro al mese, e una modifica strutturale dell’istruzione, competenza regionale, che vedrà una diversa partecipazione dello Stato in futuro. C’è poi il finanziamento di diverse misure di carattere sociale, come la gratuità degli asili e l’aumento delle risorse mensili per chi ha figli. Si introduce, però, dall’altro lato, il numero di riferimento limite per l’ingresso dei migranti, tanto voluto dalla Csu, e non si alzerà l’ aliquota massima delle imposte. Al momento i segnali dalla Willy Brandt Haus non sembrano negativi: il presidio del partito ha votato oggi a favore e con grande maggioranza (solo 6 contrari su 40) per sedersi al tavolo delle trattative da cui verranno fuori un accordo di programma e un governo. E al di là della resistenza ostinata dei giovani socialdemocratici, anche l’umore del partito sembra positivo, come emerso dalla riunione del gruppo parlamentare. Merkel dunque resiste al suo posto. E questo grazie all’ex presidente europeo, che in campagna elettorale, sfidandola, aveva assicurato che non sarebbe entrato in un suo governo. Ieri la porta per diventare ministro, invece, Schulz l’ha lasciata aperta: non lo esclude più. E un commento della Faz spiega come mai il leader che ha attribuito il crollo del partito al 20,5% il 24 settembre proprio all’abbraccio mortale con la cancelliera non sia più spaventato da un’alleanza del genere. La fine dell’era Merkel è iniziata, è l’analisi, e il prossimo governo sarà «l’ultimo capitolo». Questo fa intravvedere nuove prospettive al partito che da anni lotta per ritrovare un profilo chiaro e un candidato forte per riconquistare gli elettori. SOLLIEVO DELL’UE. E l’accordo è una «buona notizia» per l’Ue che tira un sospiro di sollievo e torna a guardare con fiducia alla possibilità di rilanciare le necessarie riforme, mentre l’euro decolla. Così è stato accolto in molte capitali dell’Unione l’accordo preliminare raggiunto in Germania per la formazione di un nuovo governo tra Cdu-Csu e Spd. Tra i primi ad esprimere il pensiero dei leader europei il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. «L’intesa tra Merkel e Schulz» ha scritto in un tweet dopo aver sentito al telefono i due protagonisti «getta le basi per un governo di coalizione ed è una buona notizia per l’Europa». Anche il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker ha parlato di «un’intesa costruttiva per il futuro dell’Europa». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente francese Emmanuel Macron, rientrato a Parigi dopo aver rafforzato i rapporti con Roma e gettato le basi del cosiddetto «Patto del Quirinale». Macron si è detto «felice e completamente soddisfatto» della possibilità venutasi a creare per «progredire verso un governo di coalizione che è utile e atteso dall’Europa e dalla Francia in particolare». E a fare gli auguri alla Merkel per la rapida formazione del nuovo esecutivo è stato anche il cancelliere austriaco Kurz, il quale, dopo aver incontrato il presidente francese, è tornato a rassicurare i suoi interlocutori sul carattere filo-europeo del programma di governo dell’esecutivo che risiede a Vienna. •

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