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Produzione industriale, continua il trend positivo

13.01.2018

ROMA La produzione dell’industria italiana a novembre 2017 resta stabile, rispetto al mese precedente, ma segna un +2,2% su base annua che fa ben sperare. Proprio questo dato infatti «si accoda a una serie di risultati costantemente positivi che hanno contrassegnato tutto il 2017 a eccezione di gennaio». La fotografia è dell’Istat che spiega che «c’è un trend di crescita tendenziale ininterrottamente positivo dalla metà del 2016». A trainare la crescita della produzione rispetto ai dati dell’anno precedente sono gli aumenti «apprezzabili» dei beni di consumo (+3%) e di quelli strumentali (+2,8%), mentre più limitata risulta la performance dei beni intermedi (+2,1%), e lievemente negativa quella dell’energia (-0,4%). Continua a crescere la produzione di autoveicoli (+6,3%) che da gennaio e novembre 2017 è salita complessivamente dell’8,4% rispetto a novembre 2016. Nella media del trimestre settembre-novembre 2017, la produzione industriale è diminuita dello 0,2% nei confronti dei tre mesi precedenti, ma negli 11 mesi dell’anno appena passato è aumentata complessivamente del 2,7%, rispetto allo stesso periodo del 2016. «Insomma, dati ancora altalenanti e una ripresa insufficiente rispetto a quella che servirebbe per tornare ai valori pre-crisi», commenta il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. Rispetto a 10 anni fa, fa notare l’associazione, «c’è ancora un abisso da colmare» visto che se si confrontano i dati odierni con quelli di novembre 2007, «la produzione è ancora inferiore del 18,8% e i beni di consumo durevoli, che rispetto ad un anno fa registrano la migliore performance (+8,7%), hanno ancora un gap rispetto ai valori pre-crisi del 28,4%, una voragine record». A novembre 2017, i comparti cresciuti di più su base annua sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici (+17,9%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine (+5,2%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (+5%). Le diminuzioni maggiori si registrano invece nei settori dell’attività estrattiva (-11,2%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-6,3%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-1,7%). •

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