Premiate le cantine fedelissime
presenti a tutte le 50 edizioni

Tra i premiati anche 15 veronesi: Allegrini, Aldegheri, Tedeschi, Fraccaroli, Guerrieri Rizzardi, Bertani, Pasqua, Montresor Giacomo, Masi, Bolla, Cantina Castelnuovo, Cantina Soave, Sartori,  Fabiano e Zenato
Tra i premiati anche 15 veronesi: Allegrini, Aldegheri, Tedeschi, Fraccaroli, Guerrieri Rizzardi, Bertani, Pasqua, Montresor Giacomo, Masi, Bolla, Cantina Castelnuovo, Cantina Soave, Sartori, Fabiano e Zenato (ORLANDIR)
09.04.2016

Quarantadue cantine italiane fedeli da mezzo secolo a Vinitaly. È stato consegnato il 16 marzo a Roma, alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, il diploma per i «50 Vinitaly Insieme» per premiare la fedeltà di 42 aziende che hanno partecipato ogni anno, dal 1967, alla manifestazione. Sono Agricoltori del Chianti Geografico, Collavini, Aldegheri, Fratelli Tedeschi, Allegrini con Poggio al Tesoro e San Polo, Cecchi, Leone de Castris, Fraccaroli, Azienda Agricola Poggi Giorgio, Lungarotti, Fattoria dei Barbi, Guerrieri Rizzardi, Bersano, Marchesi di Barolo, Bertani Domains, Marchesi Frescobaldi, Bortolomiol, Masi Agricola, Braida di Giacomo Bologna, Montresor Giacomo, Candido, Pasqua, Bolla, Ruffino, Cantina Colli del Soligo, Ruggeri & C, Cantina di Castelnuovo del Garda, Terre del Barolo, Cantina di Soave, Umani Ronchi, Cantina Montelliana e dei Colli Asolani, Villadoria, Casa Vinicola Sartori, Vini Fabiano Verona, Castelli del Grevepesa, Vini La Delizia, Cavit, Zardetto Spumanti, Chiarli, Zenato, Donelli Vini e Zonin 1821.

Tra queste, molte sono le realtà veronesi, tra cui la cantina Aldegheri che quest’anno celebra i 60 anni di attività.

«Da mezzo secolo partecipiamo consecutivamente al Vinitaly e quest’anno festeggiamo anche i 60 anni dalla nascita della nostra cantina», racconta Alberto Aldegheri, ritirando il premio con il padre Vincenzo e annuncia, «per l’occasione abbiamo quindi deciso di proporre una collezione di sei bottiglie di Valpolicella Classico Superiore e una di Amarone con le etichette storiche che hanno accompagnato i nostri primi 60 anni».

Un viaggio in oltre mezzo secolo di manifestazione che è un anche viaggio nella memoria. «È proprio così», conferma Emilio Pedron, amministratore delegato della Bertani Domains di Grezzana, «io allora c’ero e posso raccontare che il clima che si viveva in fiera era frenetico, energico, irripetibile. Vinitaly è sempre stata la manifestazione giusta per il vino alla quale non si può e non si poteva mancare. Ma se oggi ci si va quasi per dovere, come una tappa obbligata per chi fa questo mestiere, una volta c’era più coinvolgimento perché era il luogo dove si costruivano tutti i rapporti e si cercava di portare a casa il più possibile».

Una manifestazione di settore che è passata in pochi anni da un orizzonte di respiro poco più che regionale all’essere un evento fondamentale. «Sembra incredibile come in pochi anni siano cambiate le cose», commenta Bruno Trentini, direttore della Cantina di Soave, «tutti i limiti legati alle lingue, alle dogane, alle monete, agli spostamenti, nel giro di breve tempo sono stati superati e questo ha avuto importanti risvolti sulla fiera. Per Cantina di Soave, nello specifico la manifestazione ha supportato e coadiuvato i progetti di apertura internazionale. Abbiamo iniziato così ad avere una visione di mercato più ampia e a consolidare i rapporti all’estero».

Piattaforma essenziale per lo sviluppo del commercio e dell’export anche per Pasqua Vigneti e Cantine Spa. «Negli anni abbiamo investito in Vinitaly che ci ha offerto una piattaforma importante di sviluppo per la nostra crescita commerciale», racconta Umberto Pasqua, «la nostra azienda ha celebrato da poco i suoi 90 anni di storia, percorso che inevitabilmente si intreccia e fonde con la crescita di Vinitaly». Un percorso che segna un passaggio generazionale. «Seguire passo a passo la storia della manifestazione è stata un’esperienza stupenda per me e per la mia azienda. Ho partecipato sempre», racconta Domenico Fraccaroli, patron dell’omonima azienda, «negli ultimi anni sono un po’ affaticato e sebbene mi riprometta sempre che è l’ultima non riesco a farne a meno! Diciamo che forse ora è il momento che io passi il testimone ai miei figli».

Manifestazione che fa sognare tutto il mondo. «Non ho mai perso un giorno di Vinitaly», ricorda Sandro Boscaini, patron di Masi Agricola «l'ho vista crescere e trasformarsi, ho notato con piacere come brand e reputazione si sono affermati in tutto il mondo e nei miei continui viaggi non manco mai di ricordare di essere stato in qualche modo un piccolo padre della rassegna. Quando parlo della fiera vedo negli occhi degli addetti ai lavori, anche dei Paesi più lontani come Nuova Zelanda, Argentina e Malesia, il sogno di poterla visitare o di esserne protagonisti, potendo respirare quell’aria permeata di storia, cultura e successi».E.CO.

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