Italia ormai leader europeo dei farmaci Esportazioni record

13.01.2018

MILANO L’industria farmaceutica italiana accelera e si profila il sorpasso sulla Germania che al momento occupa il gradino più alto del podio europeo. I dati del 2017 dimostrano infatti che il settore è in forte espansione. A fornire i dati dell’anno scorso e le previsioni future è il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, secondo il quale siamo «nell’anno del sorpasso sulla Germania. Grazie alla crescita che abbiamo costantemente diventeremo presto i primi produttori in Europa». L’anno scorso la produzione ha toccato i 30 miliardi di euro con una crescita del 18% e del 21% rispetto agli ultimi sette anni. Gli investimenti sono stati pari a 2,7 miliardi di euro dei quali 1,5 in ricerca e sviluppo. I dati della produzione si «commentano da soli», aggiunge Scaccabarozzi, «considerato che abbiamo degli incrementi su tutti i fronti. Con questi numeri nel 2018 saremo i primi produttori europei. Ci aspettiamo che dal nuovo Governo degli interventi in favore del settore, considerato che noi stiamo fortemente contribuendo alla crescita del Pil». Il punto di forza Italiano è rappresentato dal 71% di esportazione della produzione, cresciuto negli ultimi sette anni del 73%, ben oltre l’incremento dell’intera zona euro (+43%) e della media manifatturiera (+33%). Tra i big europei, inoltre, l’Italia rappresenta il 25% della produzione totale e il 18% del mercato. Negli ultimi sette anni il settore ha fatto registrare la più alta crescita in termini di produzione, registrando un 21% e l’aumento più sostenuto in materia di export, mettendo a segno un +73% rispetto al +33% della media manifatturiera. La performance industriale degli ultimi sette anni dimostra che le «esportazioni sono il punto di forza, con i nostri prodotti che sono molto apprezzati all’estero», sottolinea ancora Scaccabarozzi, «il nostro è un settore che contribuisce alla crescita del Paese creando anche occupazione e sviluppo». In forte espansione sono infatti anche i dati sul fronte dell’occupazione. L’industria farmaceutica può infatti contare su 64 mila addetti, di cui il 90% laureati e diplomati. Il 44% sono donne ed altri 66.000 sono occupati nell’indotto. Gli addetti per la ricerca e sviluppo sono 6.200. A distanza di alcuni mesi dalla mancata assegnazione a Milano dell’Agenzia per il farmaco europea (Ema), finita ad Amsterdam, le aziende farmaceutiche sembrano dunque aver digerito quella che viene considerata una «occasione perduta per tutto il Paese». •