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Cattolica prepara il piano industriale e vola a Piazza Affari

12.01.2018

MILANO Cattolica Assicurazioni torna a far parlare di sè a poco più di due settimane dalla presentazione del piano industriale, prevista per il prossimo 29 gennaio. Il titolo è stato ieri protagonista di uno sprint solitario in Piazza Affari, dove ha messo a segno un rialzo del 9,64% a 10,35 euro, raggiungendo nuovi massimi dal giugno del 2014, tra scambi intensi, per 4,96 milioni di pezzi, pari al 2,8% del capitale e a quasi 10 volte la media giornaliera mensile di 0,58 milioni di azioni. Uno scostamento rispetto al valore della vigilia che ha coinciso con l’inserimento nella lista di titoli raccomandati da Intermonte tra le società a media-bassa capitalizzazione e che porta ad oltre il 34% il rialzo dall’arrivo di Alberto Minali lo scorso 1 giugno, contro l’11,3% del Ftse Mib. La decisione di Intermonte, che giunge dopo gli analoghi provvedimenti di Banca Imi ed Equita dello scorso dicembre, viene motivata con le «attese positive» per il piano industriale che Minali sta definendo negli ultimi dettagli con la sua squadra. Determinanti poi - secondo gli analisti - l’accordo di bancassicurazione raggiunto il 3 novembre con Banco Bpm ed il rimpasto tra i soci avvenuto a inizio ottobre, con l’ingresso di Warren Buffet, primo socio con Berkshire Haraway al 9,04%, che spinse il titolo fino a guadagnare oltre il 17%. Un’altra indicazione positiva è emersa dopo il bond subordinato da 500 milioni collocato con successo in dicembre, che ha registrato richieste per 3 miliardi, pari a 6 volte l’offerta. Su Cattolica, inoltre, c’erano alcune posizioni corte da parte dei fondi, che - viene spiegato da un operatore - hanno deciso di muoversi per tempo visti i continui rialzi del titolo. Al di là delle attese sul piano industriale però ci sono i ragionamenti che vengono fatti sulla possibile metamorfosi di Cattolica da società cooperativa a società per azioni, soprattutto dopo l’arrivo di Buffet. Su questo argomento però Minali è stato molto chiaro affermando lo scorso novembre che «il suo arrivo ci ha stupito, ma non significa che diventeremo una Spa». «C’è chi ha fatto l’equazione Buffet uguale Spa ma non è così», aveva precisato aggiungendo che la trasformazione in società per azioni «è un tema ma non è in discussione» e «non è all’ordine del giorno». Secondo Minali «la cooperativa è un bellissimo sistema di governo, che deve essere mitigato, e non è un ostacolo alla crescita», mentre la società per azioni «ha i suoi problemi». •

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