La terza generazione alla guida
della Veronesi Holding spa

Al via la terza generazione del gruppo Veronesi. Da sinistra: Marcello Veronesi (vicepresidente), Tommaso Veronesi, Mario Veronesi (presidente), Francesco Ballini e Antonio Nicodemo
Al via la terza generazione del gruppo Veronesi. Da sinistra: Marcello Veronesi (vicepresidente), Tommaso Veronesi, Mario Veronesi (presidente), Francesco Ballini e Antonio Nicodemo (BATCH)
Paolo Dal Ben03.06.2017

La terza generazione prende le redini del gruppo Veronesi, la quarta realtà agroalimentare italiana con un fatturato 2016 di 2.804 milioni di euro e 8 mila dipendenti. Il gruppo scaligero fondato da Apollinare Veronesi nel 1958 è diventato - grazie al contributo fondamentale dei figli Carlo, Giordano e Bruno, che si sono succeduti nella presidenza - leader nazionale nella produzione di mangimi col marchio Veronesi, tra i primi nel settore avicolo in Europa col marchio Aia e tra i maggiori operatori nell’industria salumiera italiana con i marchi Negroni e Fini Salumi.

E ora, all’alba dei 60 anni di storia aziendale, la seconda generazione passa il testimone alla terza, confermando e rafforzando l’intuizione lungimirante di Apollinare, quella di distinguere in modo chiaro il ruolo di gestione dell’azienda da quella della responsabilità degli azionisti. E così, superati i 70 anni di età, come prevede lo statuto della finanziaria e cassaforte di famiglia (la Veronesi Holding spa), i figli di Apollinare (Carlo, Giordano, Bruno, Marcella e Luisa) hanno lasciato i loro 5 figli «camminare da soli», affiancati però ancora dall’amministratore delegato Luigi Fasoli, vero uomo di garanzia della continuità operativa. La scelta è arrivata dopo un periodo in cui i cinque figli di Apollinare hanno avuto un loro figlio in cda. In una sorta di «coabitazione» i giovani hanno avuto modo di vedere e imparare e fare esperienza. Ora c’è stato il grande salto, il passaggio generazionale. L’assemblea dei soci, oltre ad approvare il bilancio, ha fatto anche il nuovo cda composto dai nipoti di Apollinare. Il consiglio di amministrazione, che rimarrà in carica fino al 2019, passa quindi da 11 a 6, escono i 5 genitori ed entrano i figli: Mario Veronesi che sarà anche presidente (figlio di Carlo), Marcello Veronesi sarà vicepresidente (figlio di Giordano), Antonio Nicodemo (figlio di Luisa), Francesco Ballini (figlio di Marcella), Tommaso Veronesi (figlio di Bruno). Il sesto consigliere è Luigi Fasoli, l’amministratore delegato del gruppo.

«Si tratta di una scelta concordata all’insegna del cambiamento sì ma nella continuità», ha commentato Giordano Veronesi, «Ora ci sono delle grandi sfide davanti, bisogna fare i conti di nuovi mercati e concorrenti forti».