Consolidati in aumento del 5,04%

Un’industria metalmeccanica
Un’industria metalmeccanica (BATCH)
Andrea Guerrini15.12.2016

L’analisi sui bilanci consolidati prende in considerazione i maggiori gruppi di società con sede nel Veronese: si tratta dei gruppi nel cui bilancio consolidato risulta un fatturato 2015 superiore a 10 milioni di euro, per i quali era disponibile anche il bilancio dell’anno precedente (2014).

Come precisato nella metodologia generale, potrebbero non essere presenti alcuni gruppi perché non aventi sede legale nel territorio, o per mancanza di uno dei due bilanci: il database Aida è stato integrato con altri database di PwC, essendo piuttosto esiguo ad oggi il numero di bilanci consolidati disponibili; grazie alle integrazioni che si sono rese possibili, siamo giunti a un campione di 88 bilanci consolidati; qualora l’area di consolidamento comprendesse società rientranti per fatturato 2015 tra le prime 500 aziende veronesi, tali società sono state inserite anche nella tabella complessiva dei bilanci di esercizio.

Gli 88 bilanci consolidati analizzati presentano un fatturato aggregato di 24.238 milioni di euro, valore pari al 39,17% del fatturato aggregato dei 10.589 bilanci disponibili nel database; il fatturato appare mediamente in crescita del +5,04%, in linea rispetto alla crescita media rilevata dall’analisi dei bilanci di esercizio delle imprese Top 500 (+5,01%); la crescita ha riguardato 62 bilanci su 88 (pari al 70%), dimostrandosi pertanto diffusa al pari di quanto registrano tra i bilanci d’esercizio (71%).

In termini di risultati economici, si rileva che nel 2015 gli 88 bilanci consolidati hanno generato un Ebitda medio di circa 26,8 milioni, in aumento dell’11,91%: ciò evidenzia ancora una volta una performance dei gruppi migliore rispetto a quella delle singole imprese, il cui incremento nell’Ebitda medio è pur sempre positivo, ma minore (+7,43%).

L’espressione dell’Ebitda sul fatturato ci indica quanta parte del giro d’affari si è trasformata in cash flow operativo, attraverso le operazioni correnti di acquisto-produzione-vendita; da questo punto di vista risulta che mediamente tale potenzialità è leggermente cresciuta, con l’indicatore che è passato per i bilanci consolidati da 9,14% a 9,74%; risultati inferiori si sono registrati invece per il campione dei 500 bilanci d’esercizio (che passano da 6,04% a 6,18%) così come per il complesso di bilanci disponibili (da 6,14% a 6,43%).

Gli indici di redditività migliorano con un Roa passato dal 5,85% al 6,45%, così come il Roe, passato da 7,81% a 8,95%. La redditività operativa migliora per effetto delle più elevate efficienze (Ros che passa da 5,01 a 5,63%), nonostante le minori vendite a parità di capitale investito (da 1,14 a 1,12).

Passando all’analisi finanziaria, si può rilevare che gli 88 gruppi analizzati presentano un indebitamento finanziario netto (debiti verso il sistema bancario/finanziario, al netto della liquidità) mediamente pari a 39,2 milioni nel 2015, in diminuzione rispetto al valore medio 2014 (42,4 milioni) del 7,56%; questa tendenza dei gruppi è del tutto simile a quella delle singole società, per le quali si è assistito nel corso del 2015 a una diminuzione dell’esposizione finanziaria netta media (decremento del 5,25%).

All’interno di queste variazioni medie si verificano fattispecie diverse, tra le quali anche casi di aziende con una posizione finanziaria netta negativa, indicante un eccesso della liquidità sull’indebitamento bancario.