Salvatore Accolla ricordi e vita espressi in forme

La mostra di Salvatore Accolla al Banco Bpm
La mostra di Salvatore Accolla al Banco Bpm
A.S.11.07.2018

«Ci possiamo vedere Carrà, Morandi, Sironi, De Chirico, Morandi, De Pisis e anche Kandinsky, Munch, Picasso»: Daniela Rosi, curatrice della mostra in corso a Palazzo Scarpa di piazza Nogara, al Banco Bpm, sostiene che le opere di Salvatore Accolla «sembrano la metabolizzazione di tutto il Novecento». Vero. Impressionano. E c’è tempo fino a fine mese per sperimentare quella sensazione di stordimento che si prova una volta usciti. Accolla è nato nel 1946 nel Siracusano, in una famiglia di pescatori molto numerosa, abbandonata però dal padre quando Salvatore era ancora bambino. Ha frequentato solo le scuole elementari e non ha mai preso alcuna lezione di disegno o di pittura, però è una carta assorbente: vede, filtra attraverso le sue esperienze e i suoi luoghi, il suo paesaggio, la sua città, i viaggi, avventure e disavventure. Va in Germania e, quando ritorna, dipinge spontaneamente, da autodidatta, avendo come scuola solo la vita vissuta. La pittura è risposta al malessere che lo perseguita. Da allora non smette più: Accolla, artista outsider, si costruisce pian piano un alfabeto di «forme», di soggetti diversi e ripetuti. Nella mostra «Il pensatore» al Banco Bpm si resta inchiodati davanti al suo «cavallino» sintetizzato in una «forma/concetto». Poi una barca, non una qualunque da cartolina: è «la barca» di Ortigia, della famiglia, delle memorie d’infanzia, quella che i pescatori lasciavano sulla rena o che il padre spingeva a mare. Una barca come casa, mezzo di sostentamento, luogo di affetti, speranze ma anche pericolo e abbandono. E il Pensatore, essere geometrico con il capo reclinato, una sorta di materializzazione dell’atto del pensare. Soggetto di una «bellezza» davvero sorprendente. Vale la pena vederla, la mostra. È aperta fino al 27 luglio con orario della banca: 8.35 -13.20 e 14.35-16.05. •