A San Zeno
l'universo di "Cino"
Granata Jurji Gallino

Fiorenzo "Cino" Granata (foto Pezzani)
Fiorenzo "Cino" Granata (foto Pezzani)
Michela Pezzani13.09.2018

Quando il pianeta interiore resta bambino pur crescendo in esperienza e saggezza, si rivela con la spontaneità del pittore veronese "cittadino di mondi" Fiorenzo "Cino" Granata. Lo abbiamo incontrato prima del debutto della sua nuova personale "L'universo di Jurji Gallino" curata da Anna Ballini e che sarà inaugurata sabato alle 18,30 alla chiesa di Santa Maria della Giustizia Vecchia (piazza San Zeno), aperta fino al 30 settembre (orari dal mercoledì a domenica 9-13 e 15-20).

 

Il talento dell'artista che si apre ad un nuovo linguaggio espressivo basato sul "fanciullo che è un noi" approda al grande pubblico dopo il precedente fortunato periodo delle "Vasovisioni" in cui la natura ha trovato espressione in grandi tele sulle quali la fioritura e sottintesa sfioritura dell'esistenza assumono il volto di composizioni astratte di petali e fogli in campo rigorosamente bianco, colore preferito di Cino. Ora invece, pur essendo i pannelli proposti ancora prevalentemente di ampie dimensioni, l'originale pittore che espone anche all'estero, racconta come in una fiaba i personaggi che convivono in lui e si specchiano nell'esistenza altrui, della gente comune patrimonio di storie.

 

Ecco infatti che prende vita Jurji Gallino, una sorta di trinità che alla fin fine è un essere unico, raffigurato attraverso gli stilemi dell'infanzia, dei suoi colori, dei suoi tratti immediati, psicanaliticamente eloquenti di una incontaminata purezza e necessita di limlidezza. Appare come un tipo strano dunque questo Jurji Gallino che assomiglia ad un prete ortodosso e altrettanto strani sono i suoi dettagli somatici, nonché i segni particolari di una identità non del tutto " marziana", a cominciare dalla testa, aperta come una bottiglia senza tappo o chiusa con tanto di cappello.

 

E chi è quel galletto sempre accanto al bizzarro personaggio? La risposta sarà svelata al vernissage dove Cino Granata ha composto i suoi quadri come in un racconto- domino nel quale al di là delle spiegazioni dell'artista, sta al visitatore indagare indizio dopo indizio, usando però l'immaginazione e non la razionalità, come suggerisce l'autore stesso. Alla domanda chiave che gli abbiamo posto, però, intanto ha già risposto: "Jurji Gallino sono io".