La magia incantatrice delle colonne sonore


 Tutto esaurito in Arena per il concerto di musiche da film di Ennio Morricone FOTOSERVIZIO BRENZONI|
 Ennio Morricone guida l’orchestra Roma Sinfonietta in Arena
Tutto esaurito in Arena per il concerto di musiche da film di Ennio Morricone FOTOSERVIZIO BRENZONI| Ennio Morricone guida l’orchestra Roma Sinfonietta in Arena
Giulio Brusati12.09.2010

Un'Arena stracolma in silenzio perfetto, in attesa. Il concerto di Ennio Morricone - biglietti esauriti da mesi - è stata un'esperienza prima ancora che cominciasse. In un'Arena priva di rumori sono echeggiate le poche note del brano iniziale, Ostinato ricercare per un'immagine. Quando gli archi hanno aperto la melodia, lo stile morriconiano è risultato evidente, con un insistito ritorno al tema principale e un finale accelerato che, nella sua leggerezza, sarebbe piaciuto a Bacharach e pure a Gershwin.
Il concerto, dal titolo Morricone per il cinema - titolo scomparso dal programma di sala - è entrato nel vivo con la dedica a Giuseppe Tornatore, dal romanticismo di Nuovo Cinema Paradiso alle dissonanze di Una pura formalità, dalle note barcollanti di piano della Leggenda del pianista sull'oceano (e viene da pensare a cosa avrebbe potuto fare Morricone con la colonna sonora di Titanic...) fino alle atmosfere alla Hitchcok de La sconosciuta. Una parte preponderante è concessa a Baarìa che risplende sì dei colori siciliani (la voce arabeggiante della Sinfonia) ma anche di suoni lancinanti, come fasci di luce.
Applausi a scena aperta per l'attacco de Il buono, il brutto e il cattivo. Ma il vero capolavoro, il brano che riesce a vivere (e alla grande) di vita propria, è il tema di C'era una volta il West, riproposto anche come bis finale. Quelle prime note di violino e l'ingresso poi della voce (la statuaria soprano Susanna Rigacci) producono immagini mentali quasi più forti e durature di quelle di quel film di Sergio Leone.
La tensione drammatica viene sciolta dal tema di Giù la testa (Sean Sean), prima che L'estasi dell'oro, il brano più rock del suo repertorio, irrompa con un ritmo da cavalcata in un anfiteatro ormai soggiogato. L'applauso che segue è pari a quello alla fine dei meravigliosi movimenti di Mission, prima dei tre bis.
Ma la cosa sorprendente è che Morricone, con l'Orchestra Roma Sinfonietta, il Coro Lirico Romano / Coro Claudio Casini (un po' in ombra nell'amplificazione), suona brani da film diversi come fossero pagine di opere liriche (potrebbero prendere il nome dal regista, tipo Il Tornatore o Il Leone), inserendole in un programma da «greatest hits».
È musica più grande del grande schermo.