Guglielmo Cappiotti. È nato un cantautore

 Guglielmo Cappiotti al foyer
Guglielmo Cappiotti al foyer
16.10.2010

Una serata riuscita con un cantautore da tenere d'occhio.
L'etichetta Manzanilla ha ideato il concerto di Guglielmo Cappiotti e la sua band al foyer del teatro Nuovo (chi ha detto che a Verona non ci sono posti per la canzone d'autore?), un modo per presentare i brani del nuovo cd, La fine del mondo, edito dal marchio veronese e distribuito da Audioglobe in tutta Italia. Dopo l'apertura con Cabeki, il nuovo progetto del chitarrista Andrea Faccioli, tra ambient, elettroacustica e blues-folk alla Ry Cooder (quello di Paris, Texas), è toccato a Cappiotti che ha dimostrato una forte personalità, riproponendo con un piglio a tratti veemente le sue canzoni da Fine del mondo. Le influenze brasiliane sono affiorate negli interventi sempre originali del chitarrista Giovanni Ferro, mentre quelle «waitsiane» (del primo Tom Waits) sono state evidenziate dalla tromba di Giordano Sartoretti. A tratti c'è un richiamo troppo forte alla triade Conte/Fossati/Capossela ma quando Guglielmo si libera dai riferimenti – come avviene nei brani suonati insieme ad Andrea Viti di Karma/Afterhours e suo fratello Francesco dei Facciascura – ecco che la vera voce di un nuovo cantautore sembra apparire sulla scena con una forza insospettabile. E nei finali Cieli della storia tutto magicamente acquista un senso, con la musica che dice tutto, senza bisogno di alcuna parola.G.BR.

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